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CHE GUEVARA AVEVA UN GALLO

Beppe e Mirella Isnaghi, una collaudata coppia di sessantenni, partono alla ricerca del figlio Adriano di cui si sono perse le tracce in Paraguay. Accompagnati da Invención, una abilissima guardia del corpo che li protegge, finiscono per introdursi nell'anima di un paese sterminato, dalla natura implacabile e dalla storia crudele. In forma di avventura sotto la minaccia di un occulto occhio scrutatore, di libro di viaggio e di romanzo che affonda nella realtà politico sociale, Che Guevara aveva un gallo è un'intensa indagine morale nella storia di un paese appartato e ignoto che offre l'immagine frantumata dei nostri tempi.

Sul Paraguay, Emilio Salgari scrisse un'avventura (nel 1894) «tra selve, indios spietati e complotti politici». Per aver letto quel Tesoro del presidente del Paraguay, ma anche perché lì vive il figlio Adriano impegnato in scavi archeologici nelle antiche reducciones dei Gesuiti, Beppe e Mirella, per il loro anniversario, decidono un viaggio insolito, in quello che appare loro «il paese in cui c'è posto per tutti i sogni»: l'immenso territorio una volta vergine di selve umide dalla leggendaria impenetrabilità e meta inesauribile di «irregolari, pionieri, sognatori di mondi alternativi».
Succede però che, giunti ad Asunción, all'ultimo domicilio il figlio è dato per sconosciuto. Beppe e Mirella partono così alla sua ricerca, dirigendosi dapprima verso le antiche colonizzazioni inghiottite dalla selva. Ma non sono soli: li accompagna, li protegge, li conduce Invención, una bella e abilissima guardia del corpo che conosce tutti i luoghi e le persone giuste. Sotto la sua guida, l'avventura diventa, per i due coniugi non più giovani, una progressiva identificazione nell'anima di un paese sterminato, dalla natura implacabile e dalla storia crudele. Invención li introduce nei misteri mitici delle selve e della gente degli sparsi isolati insediamenti. Poi in un viaggio alla fine delle utopie, nei malinconici «posti morti» dove «le meraviglie dei sogni e le miserie della realtà» hanno urtato tra loro: le libere repubbliche di «selvaggi» fondate dai Gesuti; i Guaraní e la loro ricerca della Terra senza Male; la Nuova Russia dei protestanti Mennoniti; la New Trinacria degli emigranti siciliani; la Nuova Adelaide degli australiani; la città della purezza genetica degli ariani; e tutti gli Eden falliti dei cercatori di Eldoradi. Per finire nell'oggi della «terra stanca dello sfruttamento, stanca dei cadaveri di mille guerre» combattute dalle multinazionali e dai latifondisti contro la ribellione campesina.
In forma di avventura sotto la minaccia di un occulto occhio scrutatore, di libro di viaggio e di romanzo che affonda nella realtà politico sociale, Che Guevara aveva un gallo è un'intensa indagine morale nella storia di un paese appartato e ignoto che offre l'immagine frantumata dei nostri tempi.

Laura Pariani

Laura Pariani (1951), pittrice e sceneggiatrice, è autrice di numerosi romanzi e di una ventina di opere teatrali. Con questa casa editrice ha pubblicato Di corno o d'oro (1993), Il pettine (1995), La spada e la luna (1995) e, con Nicola Fantini, Nostra Signora degli scorpioni (2014).

Nicola Fantini

Nicola Fantini (1962), traduttore e scrittore, ha lavorato nel campo del reportage. Il suo ultimo romanzo è La setta delle catacombe (Firenze 2008).

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