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C'ERA UN RAGAZZO CHE AVEVA UN SOGNO: LA FAVOLA DI GIUSEPPE PINTO E IL SUO ON DA NAPOLI A LAS VEGAS

 

C'era una volta un ragazzo che aveva un sogno da realizzare: un giradischi che mettesse insieme il piatto dove far suonare il 33 giri e la tecnologia avanzata.
Questo ragazzo non aveva i soldi per trasformare la sua idea in opera concreta ma non si è arreso. E'riuscito ad avere un finanziamento personale e finalmente il suo ON ha preso vita.
Questa è la storia di un ragazzo di Napoli che parte da un sottoscala di Materdei e arriva a conquistare il mondo con la sua invenzione.
Ida Di Martino ha intervistato Pinto al Treno delle 8.
"Un successo inaspettato devo dire. Il progetto nasce per passione che mi trasmettono i miei nonni. Ho sempre lavorato nell'ambito dell'alta fedeltà e degli impianti audio e nasce in un sottoscala dove non avevo la possibilità e le attrezzature tecniche per portarlo avanti. Ma mi sono detto, devo fare qualcosa che nel mondo non esisteva ancora. Da qui questo giradischi classico ma rivisitato in chiave moderna.
Ho messo insieme 80 anni di ricerca elettronica. Si va dal classico vinile, dalla tecnologia anni '60 al convertitore ad alta definizione che si può collegare al televisore o ad un lettore cd, ad un computer. In più ora si può collegare ad uno smarthphone perchè ha un'interfaccia bluetooth e apt. Ed è già integrato di amplificazione. Parte da 104 e arrivo fino a 500 watt di potenza ed è alto 6 cm. E anche il design è innovativo. Classico piano in legno mentre la base è in corian che dovrebbe diventare il legno del futuro.
Più che americana ( riferimenti a Steve Jobs e Mark Zuckerberg anche loro partiti da garage), la mia storia è olivettiana. Però sì, parte comunque da un sottoscala a Materdei di 16 metri quadrati senza neanche il bagno.
E' stata difficilissima la mia storia perchè ho cominciato a costruire il prototipo del mio prodotto ad alta tecnologia ma avevo bisogno di grossi investimenti.
Qualcuno ha creduto in me quando il prodotto è stato presentato a Monaco. Ho chiesto finanziamenti europei ma niente. Ho messo soldi da parte, ho venduto la mia Vespa, gli amplificatori Macintosh per finanziare la mia idea. Alla fine, grazie ai miei consulenti finanziari sono riuscito ad avere un prestito personale e non aziendale di trenta mila euro per portare almeno dieci giradischi alla fiera di Monaco.
Questo a cosa ha portato? Adesso lavorerò per la Macintosh come ricercatore e sviluppatore di nuovi prodotti. Hanno creduto in quello che ho realizzato io come concept. Lavorerò per una società italiana perchè io sono italiano e non vado all'estero. Voglio che le menti e le idee restino qui. L'America entra in una delle fasi della produzione dei prodotti che noi andiamo a sviluppare"

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