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PIANO LUPI, BIANCHI DEL WWF:"OGGI SARA' DAVVERO IL TEMPO DEI LUPI"

 

"Crepi il lupo", da sempre un augurio per la buona riuscita di qualcosa. Ma oggi più che mai, non è il caso di usare questo modo di dire perché dal senso figurato si rischia di farlo diventare realtà.

Oggi è una giornata importante, infatti, proprio per la salvaguardia di questi animali.

Nel pomeriggio è in programma la Conferenza Stato – Regioni voluta dal Ministero dell'Ambiente per approvare in via definitiva il Piano di conservazione di questa specie.

Dov'è l'oggetto dello scontro? Tra i vari punti, c'è anche quello che prevede la possibilità di riaprire la caccia ai lupi, anche se in casi limitati. La decisione ha suscitato molte polemiche da parte di associazioni animaliste e ambientaliste con proteste sui social network. Da giorni una campagna martellante su social network chiede di eliminare dal documento la possibilità degli abbattimenti controllati fino al 5% degli esemplari.

A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con Donatella Bianchi presidente del WWF, nonché volto noto di Linea Blu.

"Il piano di conservazione è in verità una cosa seria. Per noi non è in discussione il provvedimento, il problema è l'ipotesi degli abbattimenti legali, quindi di una deroga pericolosissima ad un divieto di uccisone totale che vige da 46 anni e che consentirebbe alla regioni di abbattere legalmente fino al 5 per cento della popolazione stimata. Attenzione, noi già non abbiamo una dato esatto sul numero dei lupi in Italia.

Immaginiamo che dopo averli salvati con l'impegno di tutti, anche quello politico, oggi li andiamo a sparare e questa è una follia.

Questo piano contiene questo passaggio che noi chiediamo venga assolutamente stralciato dal provvedimento perché non è assolutamente applicabile.

A questo punto cacciatori e "bracconieri, faranno ciò che vogliono. Il tema è anche un po' questo. Il ministro dell'ambiente, ed è già bizzarro che sia un simile ministro ad uccidere i lupi, con questo piano non riuscirà neanche a dare un contentino a qualche allevatore dedito al bracconaggio.
Non sarà di certo un esemplare ucciso di tanto in tanto a fermare il bracconaggio. Si tratta proprio di una rivoluzione
culturale per arrivare ad una convivenza civile tra l'uomo e il lupo. Questo è il tema.

Questo piano che si dice abbia anche delle fondamenta scientifiche si è avvalso di 70 scienziati, credo che neanche esistano 70 esperti sui lupi in tutta Europa ma sono dei tecnici. Detto questo non si è tenuto conto di tutte le esperienze fatte in Europa e non solo e hanno fatto l'esatto opposto.

Laddove ci sono stati degli abbattimenti si sono disgregati i gruppi gli animali che con strumenti di dissuasione attivi come i cani dei pastori o l'uomo, o passivi come le reti elettrificate hanno imparato a non depredare più dove non devono ma a restare in determinati territori, hanno ripreso ad attaccare

Se si uccidono i lupi con criteri selettivi che sono tutto da vedere, si capisce subito che questo punto del piano non sta in piedi. Già molte regioni che si sono pronunciate in questi giorni si sono dette contrarie a questo passaggio. Ci sono dei segnali che questo incontro possa essere rinviato in sede tecnica. 190 mila italiani hanno già firmato la nostra petizione. Molti Presidenti di regione ai quali abbiamo scritto si sono dichiarati favorevoli alle nostre richieste, non
ci resta che incrociare le dite perché a partire dalle quattordici di oggi ( giovedì 2 febbraio) sarà il tempo dei lupi.

Finalmente questa sarebbe una vittoria politico-istituzionale "

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