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LA SCUGNIZZERIA A SCAMPIA, LA ROSSA:"NON ABBIAMO ANCORA VINTO MA SIAMO NELLA DIREZIONE GIUSTA"

 

E' cominciato il riscatto di Scampia?

La risposta è sì. Possiamo affermarlo senza ombra di dubbio alla luce dell'interesse che questa periferia sta suscitando da un po' di tempo a questa parte. Merito delle tante associazioni di volontariato che operano sul campo da anni e che ora cominciano finalmente a raccogliere ciò che hanno seminato.

Se n'è accorto anche Le Monde. Appena pochi giorni fa, il quotidiano francese ha dedicato un articolo a Scampia dal titolo più che esplicativo:" Scampia arte piuttosto che Gomorra".

Che il vento stia cambiando ce lo conferma anche un'iniziativa lanciata da un giovane "libraio" della zona che da anni porta avanti un discorso legato ai libri. Nato nell'88, Rosario Esposito La Rossa è felice per la sua Scugnizzeria.

Cos'è lo racconta proprio lui al Treno delle 8 su Kiss Kiss Italia:

"Sono dieci anni che a Scampia viviamo un cambiamento. Al posto delle piazze di spaccio ci sono presidi culturali come il nostro. Quando eravamo piccoli, per comprare un libro bisognava fare dieci km, per fare teatro bisognava fare dieci fermate della metropolitana. Noi volevamo creare un luogo che desse la possibilità alle persone di restare nel quartiere e fare delle cose belle. La Scugnizzeria è la casa degli scugnizzi e parafrasando Peter Pan, la porta resterà sempre aperta. E' uno spazio di 140 metri ed è di proprietà della nostra associazione. Lo abbiamo comprato. Passeranno assessori, i bandi e noi saremo ancora lì a fare
progetti a lungo termine. E oltre alla nostra piazza di spaccio di libri, faremo anche teatro sul quale stiamo puntano molto. Verranno quindi molti registi e attori importanti a prestare gratuitamente la loro arte per i ragazzini del territorio. Avremo laboratori artigiani, una sala polifunzionale dedicata ad una grande artista. Stiamo lavorando a tutto tondo senza finanziamenti pubblici ma solo con le nostre forze.

Io credo che nei prossimi anni, Scampia diventerà un modello di sperimentazione sociale, di cambiamento dal basso. Questo modello sarà copiato perché il cambiamento arriva dalle realtà del territorio che fanno da tappabuchi alle mancanze dello Stato. Non abbiamo ancora vinto, ma siamo nella direzione giusta. I risultati delle battaglie li stiamo portando a casa.

La risposta che abbiamo ricevuto è stata bellissima, una grandissima partecipazione. Sono arrivate già tante iscrizioni. Vorrei prendere in prestito la frase di un ragazzino che ci ha detto: Non sono io un ragazzo difficile, ma è difficile il contesto.

Quindi, noi vogliamo rendere facile questo contesto, lavorando sull'educazione morbida, fornendo un materasso a questi ragazzi quando cadono.

Questo è il nostro obiettivo, quindi grande risposta da parte del quartiere"

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