logo

CAMPI FLEGREI, MASTROLORENZO SU SCIAME SISMICO:"PREVENZIONE PIU' IMPORTANTE DELLA PREVISIONE"

 

Il Vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo – primo ricercatore dell'Osservatorio vesuviano – è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Italia, per fare chiarezza sullo sciame sismico che sta interessando la zona di Napoli, Pozzuoli, Bagnoli e Agnano dove ieri pomeriggio tra le 14:30 e le 15:10 si sono verificate scosse superficiali di massima magnitudo 2.4 che non hanno creato nessun danno alla popolazione. Tuttavia, nonostante l'Osservatorio inviti a non creare allarmismi, l'area è stata elevata a codice giallo a causa dei fenomeni bradisismici che negli ultimi anni stanno determinando un lento sollevamento del territorio

"Si tratta di manifestazioni tipiche del fenomeno bradisismico legato ad un lento sollevamento e abbassamento del suolo, correlato in modo ancora non ben chiaro alla presenza di un grande sistema magmatico in profondità, catalogabile come manifestazione collaterale al vulcanismo, che fa parte di sistemi vulcanici indicati come caldere. I Campi Flegrei sono di fatto una caldera vulcanica. Nonostante la magnitudo delle scosse avvertite sia di scarsa entità, le stesse vengono avvertite in maniera forte, perché gli epicentri sono molto superficiali e per questo motivo l'energia arriva in superficie in aree relativamente ridotte, ma con accelerazione rilevante. C'è stata, a tal proposito, una grande preoccupazione nell'area colpita dalle scosse, trattandosi della zona che si sviluppa intorno alla solfatara: la cosiddetta area Pisciarelli che è un'altra bocca laterale alla Solfatara dove si registra il massimo dell'attività. Proprio in quest'area, negli anni passati era stato presentato un progetto di trivellazioni profonde che ho fortemente contrastato, proprio per i rischi connessi. Andare a perforare in un'area con fenomenologie così intense e di così alta energia era molto pericoloso, anche se pare che il progetto sia stato ritirato recentemente ritirato. Riguardo le scosse avvertite nelle ultime ore, non possiamo prevedere il futuro, nel senso che i sistemi di monitoraggio descrivono quello che è avvenuto un millesimo di secondo fa, ma non ci consentono di prevedere quello che accadrà nel prossimo millesimo, per cui non si può mettere la popolazione in sicurezza attraverso una previsione, bensì solo attraverso un'adeguata prevenzione. L'unica via di prevenzione in quest'area – su cui da sempre insisto - è un piano di emergenza che ancora manca, perché manca il piano di evacuazione. Fenomeni del genere potrebbero tanto continuare così per decenni o per secoli, quanto sfociare in un'eruzione. Bisogna pertanto essere pronti in ogni momento con un piano di emergenza operativo che metta in salvo centinaia di migliaia (se non milioni) di persone a rischio. La crisi sismica di queste ore è apparentemente rientrata, ma non possiamo dire che quando si esaurisce tale crisi, si è in una condizione di sicurezza. Proprio per questo motivo quest'area nel 2012 è stata elevata da un livello verde ad un livello giallo, per cui, nonostante non siamo a cospetto di una zona rossa, bisogna tuttavia avere la consapevolezza che si tratta di un territorio vulcanico ad alto rischio, anche se ci auguriamo che un'eventuale eruzione avvenga il più lontano possibile"

 

RIASCOLTA L'INTERVISTA

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca sulle nostre privacy policy.