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30 ANNI FA LE CINTURE DI SICUREZZA, BISERNI DELL'ASAPS:"BUONI RISULTATI MA SERVONO PIU' PATTUGLIE SU STRADA"

 

Le cinture di sicurezza festeggiano i primi 30 anni di "servizio". L'11 aprile, infatti, venne pubblicato in Gazzetta Ufficiale la legge che introduceva anche nel nostro Paese l'obbligo di usare le cinture di sicurezza già in vigore altrove.
In effetti, dovranno passare 18 mesi prima che tutte le auto fossero a norma. I 18 mesi di proroga servivano per adeguare tutti i veicoli immatricolati dopo il primo gennaio 1978.
Quale bilancio di questi 30 anni? Ne abbiamo parlato con Giordano Biserni, presidente dell'Associazione Sostenitori ed Amici della polizia stradale.
"E' stato un cambiamento auspicato da tempo ed è stato preziosissimo. Le do solo un dato significativo. Consideri che nel 1988 quando è entrata in vigore questa norma si contavano circa 8.500/9000 morti l'anno sulle strade. Nel 2016 siamo arrivati ad una cifra sempre elevatissima, per carità, ma che è di 3283. Consideri che è una riduzione sensibilissima. A questo risultato le cinture di sicurezza hanno contribuito sicuramente in maniera notevole insieme poi all'air bag, insieme alla patente a punti a ad altri sistemi. Diciamo che le cinture di sicurezza hanno fatto bene la loro parte e lo dicono anche alcuni dati. Lei, per esempio, consideri che dal 2000 al 2015 in quindici anni la mortalità dei conducenti su strada è diminuita del 51%. Il beneficio maggiore in questi ultimi anni fra sistemi di ritenuta, di sicurezza e abs ha contribuito a migliorare moltissimo, soprattutto nel settore auto, questa sinistrosità facendola diventare spesso meno grave o non mortale.
Per quanto riguarda l'uso delle cinture di sicurezza per i sedili anteriori siamo a buoni livelli, tranne che in alcune regioni del Sud. Mi spiace dirlo ma è così. Al Nord, in molte realtà siamo intorno all'80/85%. L'ideale è quello del Nord Europa che viaggia intorno al 90/95% dell'utilizzo. Questo per i sedili anteriori. Festeggiano il loro compleanno e, quindi, ricordiamolo, anche le cinture di sicurezza posteriori.
Molti ci scrivono: ah ma perché sono obbligatorie anche quelle dietro? Beh, certo che sono obbligatorie! Voi immaginate un corpo che in un impatto, non dico a 130 all'ora perché la differenza in uno schianto a quella velocità è tra un morto legato e uno slegato, ma facciamo a 80 km all'ora che viene proiettato sulle persone che sono sedute davanti. I conducenti e i passeggeri sarebbero colpiti da una massa davvero importante e spesso drammatica. E quindi è inutile che si cinturano se poi da dietro arriva una valanga.
La presenza delle forze dell'ordine, di quella stradale in particolare, purtroppo fisicamente è sempre più rara sulla strada.

Per questo noi invochiamo una presenza maggiore di pattuglie in divisa perché alcune infrazioni, come il mancato uso delle cinture di sicurezza che costano all'automobilista 81 euro e 5 punti sulla patente per non parlare del bambino vicino a noi che se non la indossa ne risponde comunque il conducente o chi ne ha la responsabilità sempre con i 5 punti, parliamo di seggiolini ... beh tutto ciò esigerebbe una maggiore presenza su strada. E invece, purtroppo, sta imperando un utilizzo spesso giustificato, certamente, dell'elettronica, chiamasi autovelox, i tutor sulle autostrade, i T Red ma se non si recupera la presenza delle pattuglie sulle strade perché sono loro che vanno a certificare il mancato uso delle cinture, l'uso improprio del cellulare alla guida, la guida sotto stato di ebbrezza, sotto effetti di stupefacenti...
Come ci si pone? Beh la sanzione viene contestata ma nei limitati casi in cui può essere verificata e certificata. Purtroppo chi verifica il mancato uso delle cinture di sicurezza, spesso è il medico del pronto soccorso"

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