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GRANDE SUCCESSO DI DOGMAN, MATTEO GARRONE:"FILM NATO COSI', SENZA ASPETTATIVE. LE COSE FATTO D'ISTINTO FUNZIONANO MEGLIO"

 

2008 Gomorra – 2018 Dogman: sono trascorsi dieci anni dal grande successo di un film che ha cambiato il modo di raccontare la camorra e, proprio per questo aspetto narrativo nonché per lo stile usato, Matteo Garrone ha girato il mondo facendo incetta di premi. A partire dal Gran Premio della Giuria a Cannes.
Dopo due lustri, il regista è tornato sulla Croisette con un film ispirato ad un omicidio cruento ed efferato diventato famoso come il delitto del Canaro della Magliana. Dogman lascia da parte tutto questo e si concentra sul protagonista Marcello, sulla sua umanità. Anche questa volta Cannes premia Garrone assegnando la Palma d'oro a Marcello Fonte, anima del film, come ci conferma lo stesso regista ospite di Radio Kiss Kiss Italia:

"Dogman è un film nato così, senza grandi aspettative, in leggerezza. Poi le cose che vengono fatte così', d'istinto, funzionano meglio.
Il film prende spunto molto liberamente da un fatto di cronaca successo molti anni fa che abbiamo poi completamente reinterpretato. E' rimasto uno spunto lontano. E' un film che ho iniziato a scrivere dieci anni fa, prima di Gomorra e che poi negli anni si è trasformato. Poi l'incontro con Marcello che è una persona straordinaria ha portato quella dolcezza, quell'umanità, quel calore al film e al personaggio e questo che ci aiutato ad arrivare ad un pubblico trasversale e non solo agli amanti del cinema d'autore, un pubblico non per forza di addetti ai lavori ma un pubblico più vasto.
La storia di Marcello è un tentativo di voler affermare la propria dignità di uomo, non è un violento e non lo diventa neanche alla fine. Per questo dico che è difficile dire che è un film di vendetta, è più un film di un uomo che cerca di vivere pacificamente in un villaggio ed ha dei problemi nelle relazioni umane. All'inizio è una persona amata da tutti, poi piano piano le cose si trasformano. E' una storia che ho raccontato stando sempre accanto a Marcello cercando di raccontare un a storia così come può capitare a chiunque. Non c'è una violenza gratuita, è più una violenza psicologica di chi vive in un mondo in cui c'è il senso della paura da parte di chi non è abituato a usare la violenza come strumento ma si ritrova coinvolto in meccanismi più grossi di lui.
All'inizio Marcello è un personaggio quasi comico, quindi per me era una sorta di moderno Buster Keaton con scene in cui c'è luce, comicità. C'è poi il rapporto d'amore con la figlia.

 


Ho girato Dogman al Villaggio Coppola, a parte che mia nonna è napoletana, anche la mamma di mio figlio che è mezzo napoletano, torno sempre volentieri a Napoli, a girare qui. Mi trovo bene, mi sento a casa, le persone sono sempre estremamente generose, c'è una grande umanità. Per me è sempre un lusso tornare a girare a Napoli. Quando faccio un film cerco di mettere un po' di ordine nel caos, di suggestioni che arrivano dalla città, dalla gente e quindi mi sento felice"

 

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