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GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE, HOCHSCHEID DELL'ANTON DOHRN:"TARTARUGHE MARINE VITTIME DELL'UOMO"

 

Il 5 giugno è la Giornata Mondiale dell'Ambiente. Quest'anno il tema centrale è l'inquinamento, soprattutto marino. Da tempo si discute su come diminuire l'uso della plastica, principale accusata sul banco degli imputati. La conferma della sua enorme presenza nei nostri mari sono le tartarughe. Metà degli esemplari presenti nel Mediterraneo ha ingerito plastica e le tracce restano ben visibili.
A Radio Kiss Kiss Italia abbiamo approfondito il discorso con Sandra Hochscheid, responsabile del centro di ricerca marina della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli:
"La tartaruga marina è una specie carismatica e attira l'attenzione delle persone. E' molto affascinante, quindi attraverso la tartaruga si riesce a sensibilizzare molto sulle questioni ambientali.
Le tartarughe marine sono, purtroppo, vittime dell'attività umana. Ultimamente anche l'inquinamento è diventato un problema importante. Gli esemplari ingeriscono la plastica, rifiuti marini e in più sono catturate o restano intrappolate in quello che galleggia per cui affogano o possono avere problemi alle pinne esterne con problemi sul flusso del sangue. Possono avere blocchi intestinali perché non riescono più a mangiare a causa di tutta questa spazzatura che hanno nella pancia.
E questa è solo una parte del problema rispetto a quello che succede nei nostri mari e non solo quelli italiani dove oltre alla plastica sono presenti anche le microplastiche che non si vedono ma che ormai fanno dell'alimentazione di questi animali. Tutto questo finisce poi nel nostro piatto visto che mangiamo il pesce.
Dieci anni fa abbiamo cominciato con il monitoraggio delle tartarughe marine per vedere quanta plastica ingeriscono. All'epoca era un 30/40% di tartarughe che presentavano plastica nello stomaco. Oggi siamo oltre l'80%.
Noi possiamo fare qualcosa, cominciare a ridurre il monouso di bicchieri e piatti di plastica o rinunciare del tutto o anche optare per delle alternative. Se proprio si vuole usare la plastica, usare quella rigida, lavabile e riutilizzabile. Questo va bene per andare al mare o fare un picnic. Ma si può fare anche una spesa consapevole per esempio le merende, visto che sono tutte imbustate allora non le si prende più. Finché la gente compra le plastiche sono comunque in giro. E poi aver cura di fare la raccolta differenziata in modo giusto e non lasciare nulla nell'ambiente. Insomma avere un comportamento più consapevole.
Se dovessimo vedere una tartaruga marina mentre siamo in mare non dobbiamo spaventarci perché non fa del male, fa due respiri, ci saluta e va via.. se dovessimo, invece, vedere che ha qualche problema o dovessimo vedere qualche animale morto, perché succede anche questo, il primo numero da fare è quello della capitaneria di porto del territorio perché sono loro ad attivare la rete di recupero per poi chiamare i responsabili che possono soccorrere"

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