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VIAGGIO IN SOLITARIA TRA LE 33 ISOLE ITALIANE, LUCIO BELLOMO:"PREOCCUPATO PER LA MEDITERRANEITA' A RISCHIO"

 

"Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama...." Scrive Alessandro Baricco in Oceano mare. E se il mare chiama, Lucio Bellomo risponde con un viaggio in solitaria nel Mediterraneo.
Giovane ingegnere siciliano, lo scorso 15 aprile Bellomo ha deciso di mettersi in viaggio e, seguendo le rotte del mare, sta toccando le 33 isole italiane abitate. A bordo di una piccola imbarcazione a vela, l'Ulisse del sud vuole accendere i riflettori sull'immenso patrimonio marino che bagna l'Italia, sulle economie delle piccole isole e sull'importanza multiculturale che il Mediterraneo rappresenta da sempre. Ad aiutarlo nell'impresa un bel po' di persone che hanno contribuito con il crowdfunding. Tutto il viaggio è documentato su www.33isole.it
Radio Kiss Kiss Italia lo ha raggiunto a La Maddalena:
"Sono partito con la mia piccola barca a vela, di 6 metri per 3.15, senza cabina. Insomma qualcosa di molto spartano e abbastanza lento che, secondo me simbolicamente si abbina alla lentezza del modo di vivere delle isole.
A parte il viaggio in sé, visto che c'è sempre un ottimo motivo per viaggiare, ho un obiettivo sociologico, puntare l'attenzione cioè sulle isole minori, in questo caso italiane, come simbolo della mediterraneità che va scomparendo. Io sono molto preoccupato per il fatto che di posti realmente mediterranei ce ne siano sempre meno e anche per il fatto che si combatta quel mix culturale che da sempre è la quintessenza della mediterraneità. Basta vedere cosa sta accedendo a livello politico. Le isole sono, dunque, l'ultimo baluardo che, però, sono molto a rischio, soprattutto per gli effetti deleteri del turismo.
Da qui la voglia di scoprire tutti quei giovani che su quelle isole ci sono tornati a vivere o che ci sono da sempre e che portano avanti delle attività virtuose. Che possono anche essere legate al turismo ma non quello di massa, oppure attività legate all'arte, alla cultura, all'artigianato, all'ambiente. Insomma situazioni che possono rappresentare un'idea costruttiva, positiva e mediterranea di futuro.
Nel mio viaggio sono arrivato all'isola numero 18. Sono partito da Palermo che è la mia città ma, secondo me, è simbolicamente anche un punto importante perché è il capoluogo della più grande isola del Mediterraneo. Potrebbe, quindi, fare da ponte tra le piccole isole e il continente, la terraferma. Ho percorso tutti il Tirreno, passando da Est, quindi Ustica, le isole Eolie, le isole campane, l'arcipelago toscano. Sono arrivato in Palmaria, nel Golfo di La Spezia, un'isoletta piccola e molto carina. Ora sto riscendendo dal lato Ovest, dopo La Maddalena andrò a Sant'Antioco e San Pietro e poi tornerò in Sicilia, Egadi e Canale di Sicilia. L'idea è quella di finire il giro a Venezia.
Tra le cose che mi hanno colpito, alcune realtà molto mediterranee nel senso contemporaneo. Per esempio Panarea, un'isola su cui ci sono diversi pregiudizi perché considerata meta di vip. Lì ho trovato un'accozzaglia di gente, nel senso bello, proveniente da tutta Italia ma anche da fuori. Ho incontrato una coppia, lei venezuelana, lui sudafricano, vivono sull'isola, coltivano la terra e sono persone fantastiche. Hanno una villa un po' fuori dal paese dove continuano ad accogliere la comunità di Panarea dando delle feste bellissime dove incontri il pescatore dell'isola ma anche la signora milanese".

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