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STUDENTI TRA I BANCHI? GIANNELLI DELL'ASS.NE PRESIDI: "LA SCUOLA E' AVVICINAMENTO, DISTANZIARE E' DIFFICILE"

 

Ultimi giorni di maggio, quelli che di solito portavano all'ultimo giorno di scuola. Ma quest'anno non sarà così, niente feste, niente foto di rito con l'insegnante, niente corse verso la libertà delle vacanze. La pandemia ha reso unico questo anno scolastico per vari motivi. E, il prossimo, come sarà? A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con il prof. Antonello Giannelli, presidente dell'associazione presidi.

Ida: buongiorno e bentrovato

Giannelli: buongiorno a lei e a tutti gli ascoltatori

I: prof. Giannelli, stiamo stiamo per archiviare questo anno scolastico con il debutto, anche se forzato, della didattica a distanza. Possiamo già tirare delle somme?

G: ma qualcosa si può sicuramente dire. Sappiamo che ci sono state delle critiche, delle osservazioni giuste per il fatto che non tutti i ragazzi sono stati raggiunti da questa didattica a distanza per ragioni non dipendenti magari dalla loro volontà. Tanto per dire, una connessione difficile a casa oppure una zona poco servita oppure la scarsa disponibilità di computer. Tutte ragioni vere, assolutamente condivisibili però io vorrei ricordare che senza questa benedetta didattica a distanza, se non avessimo avuto a disposizione le risorse tecnologiche odierne, sarebbero rimasti tutti a casa a non fare assolutamente nulla. Vanno bene le critiche se costruttive per migliorare il futuro ma non dimentichiamo che la stragrande maggioranza è stata raggiunta e ha continuato ad avere un rapporto con la scuola e a studiare. E questo è un risultato di grande importanza.

I: ma certamente, intanto più che critiche sono osservazioni stizzite sul fatto che si poteva arrivare a queste soluzioni preparando la scuola a prescindere. Magari questo sarà il punto di partenza. Parliamo invece delle misure che dovrebbero arrivare per riprendere l'anno scolastico a settembre. Si tornerà in classe?

G: beh guardi, il comitato tecnico scientifico istituito presso la protezione civile ha varato un protocollo di sicurezza, un protocollo sanitario per la ripresa di settembre. Noi siamo stati sentiti dal comitato qualche giorno fa, abbiamo ovviamente formulato alcune osservazioni. Credo che la questione verta intorno al fatto se il contagio sia ancora significativo. Come abbiamo sentito c'è un trend in diminuzione però abbiamo sentito tutti che c'è' stato un rialzo. È evidente che siamo in una fase di miglioramento ma non dobbiamo abbassare la guardia, non dobbiamo pensare che sia finita perché così non è. Abbiamo pagato un prezzo molto alto in vite umane, dobbiamo evitare e ridurre al massimo ulteriori conseguenze negative, quindi la prudenza è d'obbligo. Per quanto riguarda le misure, è chiaro che se il contagio dovesse continuare bisognerà distanziare al massimo però sappiamo benissimo che a scuola è la cosa più difficile. La scuola è il luogo dell'avvicinamento, della presenza molto vicina ai compagni di banco che di solito sono a venti o trenta centimetri. È chiaro che non ci sono gli spazi per stare a più di un metro di distanza, la scuola è fatta di prossimità non di distanziamento.
I: ed è quello che manca ai ragazzi. Mi sembra di capire che per loro la didattica a distanza è stata sicuramente un'esperienza però vogliono ritrovare il contatto. Le risulta?
G: assolutamente sì. A scuola non si va solo per imparare qualcosa, si va per crescere insieme agli altri, si impara anche dal rapporto con i propri coetanei. C'è una crescita emotiva ed affettiva di importanza pari se non addirittura superiore a quelle delle conoscenze e delle competenze per cui è proprio questo che sta mancando ai ragazzi e alla luce di questo si capisce perché soffrono nel non poter fare l'ultimo giorno che, come giustamente diceva lei, è un giorno di festa. Purtroppo quest'anno c'è questa emergenza. Credo che sia una ragione di crescita e di maturazione straordinaria per tutti. Straordinaria nel senso di eccezionale.
I: maturazione, da qui l'esame di maturità. Come si stanno preparando i ragazzi e come si svolgerà.
G: l'esame si dovrebbe tenere in presenza proprio per venire incontro a questa esigenza di avvicinamento o di primo avvicinamento dopo il lockdown che è durato diversi mesi per cui il protocollo di sicurezza prevede un distanziamento addirittura di due metri quindi tutte le operazioni dell'esame si terranno alla distanza di due metri sia tra i commissari, il presidente che tra gli studenti. Lo studente dovrà accedere alla scuola pochi minuti prima del colloquio e dovrà andarsene via subito dopo. Potrà portare soltanto un accompagnatore se vuole, dovrà avere la mascherina ma durante il colloquio potrà abbassarla per parlare liberamente mentre tutti i commissari è il presidente la manterranno sempre.
I: quanto durerà?
G: la durata di un colloquio di questo tipo è di un'ora, questo standard verrà mantenuto anche in questo caso. Ci sarà la presentazione dei vari argomenti e comunque il colloquio avrà a che fare con le varie discipline rappresentate dai docenti e i commissari. Da questo punto di vista non cambia molto. Quello che cambia, come sappiamo, è che non ci sono le prove scritte e che quindi il punteggio del curriculum degli ultimi tre anni aumenta fino ad arrivare a un massimo di sessanta punti . Il colloquio può valerne quaranta. Ricordo che per essere promossi è necessario raggiungere sessanta punti.
I: cosa vogliamo dire a questi studenti che si preparano ad affrontare questa prova già con le emozioni che ovviamente ci sono durante l'esame di maturità, quest'anno un po' di più e ai docenti che si preparano a chiudere un anno scolastico così delicato?
G:agli studenti, innanzitutto in bocca al lupo che mi sembra la cosa più importante e poi devono studiare e devono essere consapevoli del fatto che lo studio comunque serve e l'impegno viene sempre premiato. Sappiamo tutti benissimo che l'esame di stato presenta un indice di promozione altissimo. L'anno scorso è stato del 99,6% e quindi è molto difficile non essere promossi. Diciamo che la scommessa, la sfida sta nell'ottenere il risultato migliore possibile e in linea soprattutto con l'impegno. Quindi i ragazzi di questo devono essere sicuri e tranquilli per il fatto che i docenti che li conoscono bene sanno benissimo quanto si sono impegnati negli anni e per questo non sarà un esame interrogatorio. Insomma sarà un colloquio in cui dare il meglio di se'. Ai docenti dico che si tratta di coronare un anno in cui il loro sforzo, il loro impegno è stato encomiabile. Non dimentichiamoci che la nostra scuola non era preparata per un'evenienza del genere e quindi si andava ancora su una didattica molto tradizionale con scarsa presenza della tecnologia digitale. Tutti uanti si è fatto un salto nel buio e lo si è fatto proprio per si' che i ragazzi continuassero a vivere nel miglior modo possibile questo rapporto con la scuola. Sono fiducioso che i docenti e anche i dirigenti scolastici che svolgeranno il ruolo di presidente si sono impegnati tantissimo in questo proprio per garantire quello che dicevo prima.
I: e noi facciamo un grandissimo in bocca al lupo a tutti, davvero. Grazie per aver viaggiato con noi e buon lavoro
G: grazie e buona giornata a tutti

 

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