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LINEE GUIDA SULLA SCUOLA, GIANNELLI(ANP):” INDICAZIONI GENERICHE. VA BENE L’AUTONOMIA MA LA POLITICA DECIDA”

 

Arrivano le linee guida per il ritorno a scuola. Sulla bozza stilata dal Ministero leggiamo di turni, di accorpamenti di materie e classi divise. La data della ripresa dovrebbe essere il 14 settembre. Ma cosa ne pensano gli addetti ai lavori? A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con il Prof. Antonello Giannelli, capo dell'Associazione dei Presidi Italiani.

Ida: Professor Giannelli buongiorno e bentrovato
Giannelli: buongiorno a lei e a tutti gli ascoltatori

I: la scuola è ormai uno dei temi caldi di queste settimane. Arrivano le linee guida per il ritorno in classe molto probabilmente il 14 settembre. Cosa prevedono e cosa ne pensa lei?

G: il problema è che queste linee guida sono molto generiche. Noi abbiamo chiesto in più occasioni di indicare quello che chiamiamo livello minimo di erogazione del servizio sulla base del quale è giusto che siano le singole scuole ad organizzarsi. Ma in assenza di questa definizione di livello minimo - tanto per dire quante ore di lezione dobbiamo fare effettivamente a ciascun alunno, esattamente uguale a prima o si può ridurre in che misura - e senza la contemporanea assegnazione di nuove risorse, l'autonomia di per sé rimane una parola un po' vuota. Questa è una cosa che noi denunciamo da vent'anni. Quindi parlare semplicemente di autonomia scolastica e pensare che questa parola abbia un effetto salvifico in sé non è un'operazione di grande significato. Questo è il nostro commento a caldo. Speriamo che trattandosi di una bozza di poter ancora ottenere un miglioramento dello stesso piano.

I: quindi, effettivamente è uno scaricare le responsabilità sulle singole scuole e sui dirigenti?

G: sì, da un certo punto di vista sì. Ci tengo ad essere preciso su questo, che l'organizzazione spetti al singolo dirigente della singola scuola è un fatto e noi l'accettiamo naturalmente. Quello che non va bene è la deresponsabilizzazione a livello politico. In altri termini, il centro deve decidere qual è quel livello minimo di servizio a cui tutti devono attenersi. E' normale, è giusto e fisiologico che ogni realtà autonoma declini in maniera anche differenziata il servizio stesso ma un minimo deve essere identificato dal centro altrimenti non si capisce in base a cosa qualcuno farà doppi turni, tripli turni, con che logica e soprattutto con quale personale. Per fare i doppi turni serve doppio personale

I: stavo dando un'occhiata a queste varie misure tra le quali c'è anche la possibilità di avere dei gruppi misti, di età diversa che vanno a seguire alcune lezioni. Una parte in classe e una parte in laboratorio. Ma di cosa si tratta?

G: queste sono tutte facoltà organizzative previste dalla legge sull'autonomia e in vigore da vent'anni. Queste cose si potevano fare già vent'anni fare si sarebbero potute fare in questi anni. Perché non si sono fatte? Perché non ci sono le risorse. In altri termini sappiamo tutti benissimo che si potrebbero organizzare i gruppi di studenti non tanto per classi secondo le età ma anche in modo diverso, per esempio per livelli di competenza. Questo lo prevede la legge sull'autonomia. Non si è mai potuto fare perché servono più risorse, servono più docenti, servono più spazi perché se io devo poter dividere la classe e poi riaggregare, mi servono dei docenti in più tipo i docenti di potenziamento dell'autonomia che sono stati introdotti con la legge 107 che però sono stati ridotti al lumicino. Bisognerebbe, quindi, incrementare queste risorse di docenti che sono a disposizione della scuola con varie competenze in funzione di quello che serve. Ma questo non è stato fatto. Non è che si può parlare di autonomia e abbiamo svoltato. L'autonomia è una gran bella cosa ma servono delle misure di accompagnamento che sono più risorse e mi permetto di dire anche più libertà gestionale per i dirigenti scolastici e, invece, si trovano chiaramente a dover fare i conti con le competenze degli organi collegiali che non sono mai state riviste. Nessuno ha nulla contro gli organi collegiali però le norme che li regolano sono ormai di quarantasei anni fa mentre la dirigenza è di vent'anni fa. C'è qualcosa che va messo a regime, insomma.

I: intanto, lei come si immagina questa scuola del rientro?

G: sicuramente una scuola con maggiore attenzione a quegli aspetti didattici che abbiamo toccato con mano durante la didattica a distanza. Molti docenti sono rimasti favorevolmente impressionati dal fatto che, sapendo coinvolgere gli studenti sugli argomenti giusti e sapendone toccare le giuste leve motivazionali, gli studenti hanno reso di più, si sono messi a studiare, sono stati capaci di esprimere delle risorse di studio autonomo che non ci sarebbe immaginati. Secondo me, questo è un messaggio molto forte che dovremmo riuscire a cogliere. Per quanto riguarda io cosa immagino, continuo a dire che voglio essere ottimista, voglio sperare che a settembre il contagio sia pressoché svanito e quindi si possa tornare a scuola in condizioni liberte perché il distanziamento non è molto praticabile. C'è un numero elevato di aule che per il sumero di studenti che ci sono sarà possibile garantire questo distanziamento e quindi in quelle situazioni credo non ci siano alternative alle mascherine se si dovrà appunto vivere in un'ottica precauzionale cioè temendo il contagio.

I: Prof. Giannelli, a questo punto le auguriamo buon lavoro e mi sa che ci risentiremo presto

G: grazie a lei e un saluto a tutti gli ascoltatori.

 

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