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SPIAGGE AFFOLLATE IN TEMPI DI COVID, PREGLIASCO:"MI SENTO OTTIMISTA MA INSISTO SULLA PRUDENZA"

 

Il primo vero weekend estivo è trascorso tra assembramenti e resse sia in spiaggia che ai moli da cui partono i traghetti per le isole del Golfo di Napoli. Immagini di lidi stra pieni di bagnanti e di turisti in partenza stanno facendo discutere sugli atteggiamenti piuttosto "leggeri" in tempi di Covid 19. Cosa sta succedendo al senso di responsabilità? A radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con il virologo Fabrizio Pregliasco.

Ida : Prof. Presgliasco buongiorno e bentrovato

Pregliasco: buongiorno a tutti, eccoci qua! Questo Covid ci tiene e ci terrà compagnia ancora per un po'. Questo è l'aspetto oggettivo della situazione.

I: infatti. Vediamo comunque queste immagini da una parte persone che continuano ad avere atteggiamenti di prudenza, continuano ad osservare le regole ma in questo fine settimana si è un po' esagerato o no?

P: in effetti, mi rendo conto che c'è voglia da parte dei cittadini di tornare a vivere. Questo è più che comprensibile e giustificato alla luce di un grosso sforzo che è stato fatto e che ha dato risultati perché oggi, oggettivamente, ci sono pochi casi e sono anche più lievi, rappresentano la parte meno pesante di questa patologia che ha varie sfaccettature. Abbiamo imparato bene che ai più fragili e agli anziani può fare dei disastri, per altri è solo un'influenza. E' una malattia, quindi, bifronte e molto particolare di cui non abbiamo ancora completa contezza delle sue caratteristiche. Io mi sento ottimista ma voglio insistere nella prudenza e nel buon senso. E' chiaro che non è che si può stare distanziati dieci metri su sulla battigia o quattro metri al ristorante però mantenere un livello di attenzione superiore a quello che avevamo pre covid. Il risultato si ottiene riducendo comunque il numero di contatti, bisogna mantenere bassa la diffusione del virus come attualmente. I focolai che si sentono in Italia, a Lisbona rischiano di diventare una seconda ondata. Ad oggi le condizioni per una ripresa del virus ci sono, probabilmente non sarà un'ondata come la prima che ci ha preso di faccia un po' come al pugile che in modo del tutto inaspettato si prende un pugno forte e lo rende non reattivo. La patologia, però, c'è e continuerà ad esserci.

I: prudenza, dunque. Prof. Pregliasco da qualche settimana alcuni virologi, una decina per l'esattezza, ci dicono che la carica virale del virus si è abbassata ed è meno contagioso. A questo manifesto dei dieci se ne sta affiancando un altro stilato da sei firmatari che dicono:" no, attenzione. La situazione non è così. E' vero che sono diminuiti i ricoveri in ospedale, che i sintomi sono cambiati, sono più leggeri ma il virus non è scomparso. Questa confusione non rischia di confondere ancora di più?

P: sicuramente. Diciamo che dal mio punto di vista, hanno ragione entrambi. E' difficile fare una sintesi. E' che alcuni di noi, di loro, di coloro che prendono questa posizione mettono in evidenza quello a cui accennavo prima ovvero questa sfaccettatura, questa ambivalenza del virus che stiamo imparando a conoscere. E' vero anche che il virus nel resto del mondo sta facendo scempi quindi io sarei per una posizione ragionevole e, come dicevo, di ottimismo verso il futuro ma con grande prudenza. Bisogna essere vigili e non sbracare. Questo è quanto bisogna fare in questo prossimo futuro perché il virus potrebbe nascondersi facilmente con la prossima stagione influenzale come ha fatto nella fase iniziale. Ormai è certo, da noi già girava a dicembre e gennaio con forme non pesanti che si sono confuse con quelle influenzali tipiche. E poi questo virus ha fatto vedere quella sua faccia orrenda della possibilità, come si è visto, di casi gravi anche quantitativamente rilevanti nei soggetti più fragili.

I: a questo punto non possiamo non fare appello ancora una volta al buon senso, alla responsabilità individuale. Osserviamo le regole come lavarsi frequentemente le mani, distanziamento sociale e mascherina negli ambienti chiusi.

P: e poi il servizio sanitario nazionale deve continuare a dimostrare la capacità vista finora di individuare questi focolai e spegnerli subito per stare tranquilli, io spero, nel prossimo futuro.

I: speriamo bene. Prof. Pregliasco grazie di essere stato con noi. A questo punto speriamo in una buona estate.

P: assolutamente. A presto!

 

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