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WORLD EMOJI DAY, CHIUSAROLI:"TRADURRO' LA LETTERA DI TOTO' E PEPPINO IN EMOJI"

 

Il 17 luglio si celebra la Giornata mondiale delle emoji. Avete presente quelle faccine, quei simboli pittografici che ci ritroviamo ad usare ogni giorno quando scriviamo messaggi o e mail? Proprio quelle, a loro è dedicata una celebrazione per fare il punto sulla loro importanza nella comunicazione moderna. Ormai abbiamo imparato a sintetizzare stati d'animo o modi di dire direttamente con le emoji. A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con la professoressa Francesca Chiusaroli, docente di linguistica generale e dei media all'Università di Macerata.

Ida: Francesca buongiorno e bentrovata!

Chiusaroli: buongiorno e grazie per avermi voluto di nuovo a bordo con voi!

I: qualche mese fa, noi ci siamo sentite per commentare la vostra traduzione in emoji dell'infinito di Leopardi, uno studio che ha incuriosito tutti

C: l'Infinito di Leopardi è un esperimento di traduzione poetica. Prima c'era stata la traduzione di Pinocchio. Due stesti universali che ben si prestano ad un tentativo di riproduzione attraverso quelli che, da più parti, vengono definiti i simboli della comunicazione universale.

I: a tal proposito, le emoji quanto hanno cambiato il nostro modo di comunicare?

C: lo hanno cambiato tantissimo perché vengono utilizzate da tutti, sono presenti ovunque. E io mi riferisco a quelle approvate dal Consorzio che le standardizza, l'Unicode. Sono presenti in tutti i nostri dispositivi digitali quindi, indipendentemente dalla lingua in cui scriviamo, tutti noi abbiamo la stessa tastiera per scegliere queste immagini che, tendenzialmente, veicolano uno stato emotivo. E poi sono diventati pervasivi in tutto, ovviamente la comunicazione mediale ovvero per la pubblicità, il marketing, l'economia se n'è giustamente appropriata. Vanno, quindi, dalla comunicazione spicciola tra amici intimi alle newsletter dei grandi brand che ora si presentano con gli emoji.

I: ma servono anche per avvicinare persone che non parlano la stessa lingua. Anche se non è possibile tradurre tutto, per esempio frasi complesse, possono far comunicare popoli diversi.

C: sì, esatto facendo però attenzione ai gradi di ambiguità che, tra l'altro, sono sempre presenti anche quando parliamo tra persone in traduzione da lingue diverse. Questa è tanto più una sfida. Certamente è un'occasione unica per trasmettere, per scambiarci dei messaggi attraverso un codice visivo che è quello più importante e immediato attualmente. Il nostro esperimento, per esempio, va chiaramente in questa direzione perché crea una grammatica degli emoji e ad abbassare il grado di ambiguità.

I: cosa è successo durante il lockdown? queste faccine quanto hanno contribuito a trasmettere gli stati d'animo?

C: emojipedia, che è il sito più importante per la gestione delle emoji, ha rilevato come è cambiato l'uso di questi simboli in questi mesi, in particolare quello del virus casualmente presente. Ci riferiamo alla persona che ha il termometro in bocca o all'emoji del volto con la mascherina. Tra l'altro, leggevo che c'è una proposta di introdurre un nuovo emoji con la mascherina perché quella che è attualmente presente ha uno sguardo triste. Poiché portare la mascherina è diventato ormai un'abitudine, non dobbiamo più associarla ad uno sguardo triste per cui questa proposta prevede una persona non più con atteggiamento neutro ma felice, anche se felice forse non è proprio la parola giusta.

I: anche Facebook ha immediatamente introdotto il simbolo dell'abbraccio per sostituire quello reale. In questo caso il virtuale che si è sostituito al reale.

C: facebook è sempre attentissimo e velocissimo nel rilevare le nuove tendenze e ha fatto questa belle iniziativa di aggiungere una reazione a quelle che erano già presenti. La reazione dell'abbraccio è stata subito molto usata.

I: prima di salutarla, parlando di faccine e di quanto siano diventati fondamentali nella nostra comunicazione, mi viene in mente la lettera di Totò e Peppino De Filippo. Le emoji come potrebbero sostituire quella dettatura meravigliosa? Potrebbe diventare oggetto di studio per una sua traduzione?

 

 

C: sì, perché no. Del resto stiamo parlando di una artista che ha fatto della gamma delle emozioni una delle note portanti della sua attività. Bisogna dire che le emiji rispetto all'origine hanno ampliato tantissimo tutto il repertorio delle emozioni. Andiamo a vedere quante sfumature di sorriso ci sono, quante sfumature di volto triste. Rispetto, per esempio, a tre anni fa, oggi abbiamo molta più scelta quindi perché non tradurre la lettera di Totò. E' una bella sfida che accetto!

I: anadata! A questo punto ci risentiremo proprio per raccontare la traduzione della lettera di Totò in emoji.

C: grazie, sarà un piacere come sempre.

 

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