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LE NUVOLE DI VERDONE:"SONO UNA RADIOGRAFIA DI UNA PARTE DELLA MIA ANIMA"

 

"Vanno, vengono, ogni tanto si fermano....corrono..." così Fabrizio De Andrè cantava le nuvole. E chi9ssà come le racconterà Carlo Verdone. L'attore e regista romano affida proprio alle nuvole la scoperta della sua passione per la fotografia. Per la prima volta, infatti, il pubblico potrà ammirare un racconto a colori del cielo, che diventa un viaggio poetico nelle forme reali e fantastiche che l'occhio dell'artista cattura nell'apparente casualità della natura.
Tutto questo in una mostra in anteprima assoluta al Museo Madre di Napoli, più di 40 scatti dedicati appunto alle nuvole.
A Radio Kiss Kiss Italia ne ha parlato proprio Carlo Verdone.
"Se le nuvole sono interessanti, ci sono io con la mia macchina fotografica pronto a fermare in tempo un eventuale disegno, un colore che potrebbe essere interessante. Sono onorato di presentare a Napoli per la prima volta questo mio segreto hobby, questa mia passione privata è fatta proprio di nuvole e colori. Si tratta di una mostra con 42 fotografie che puntano soltanto il cielo. Quindi vedete soltanto nuvole, colori del cielo, autunni, inverni, estati torride ma colori senza umanità. Non c'è una macchina, non c'è una faccia, non c'è una casa, non c'è nulla ma solo la natura con dei colori che spesso sembrano astratti. Dovrebbe essere qualcosa di interessante. Da bambini facevamo vecchi giochetti, sempre ad immaginare cosa ci sta disegnando il cielo. Io nelle nuvole cerco sempre il contrasto, delle nuvole banali non mi portano niente. In genere l'ora del tramonto è sempre la migliore perché nell'ora del tramonto, quando il sole sprofonda all'orizzonte, se c'è una copertura nuvolosa può suggerire sicuramente qualcosa di molto interessante, con un paesaggio magari intorno, che può essere anche quello interessante. E' una raccolta che ho iniziato dal 2000 quindi sono esattamente vent'anni che io non faccio altero che collezionare fotografie in cui punto l'obiettivo sul cielo, questa grande tela che si compone di frasi che solo io so decifrare, di colori incredibili e mi emoziono, mi stupisco, mi metto là. E' il mio momento mistico, sono preghiere senza parole, un mio momento spirituale, di solitudine. Fotografo da solo senza nessuno accanto ed è molto diverso dal lavoro che faccio perché io lavori in interni, lavoro sempre con facce, personaggi. Non ho mai la possibilità di fare grandi sfondi, di ambientare delle scene tranne in qualche film tranne in Al al lupo o Maledetto il giorno che ti ho incontrato però non c'è mai la possibilità in una commedia di soffermarti, come faccio io, con le fotografie sulla volta celeste. Non c'è la possibilità, la commedia è un diluvio di parole. Questo è anche un riscatto di una parte dell'anima che mi appartiene. Vedrete una radiografia molto nitida dell'anima di Carlo Verdone, di un'altra parte dell'anima di Carlo Verdone. Io resto sempre quello che sono, che ho fatto e che farò"

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