Il cambio d’ora potrebbe essere arrivato a un punto di svolta. Da anni si discute dell’opportunità di superare il passaggio dall’ora solare a quella legale e viceversa e oggi il tema torna al centro dell’attenzione anche in Parlamento. La Commissione Attività produttive della Camera ha infatti concluso l’indagine conoscitiva sugli effetti dell’ora legale permanente, mettendo a confronto gli aspetti energetici, economici, sociali e anche sanitari della questione.
L’idea di fondo è quella di superare il doppio appuntamento annuale con le lancette, ma resta da stabilire quale orario adottare in maniera definitiva: l’ora legale tutto l’anno oppure l’ora solare permanente. E proprio sul piano medico il dibattito è tutt’altro che secondario.
Il nostro organismo, infatti, non vive seguendo le lancette dell’orologio, ma la luce naturale. È la luce, soprattutto quella del mattino, a contribuire a regolare il nostro ritmo circadiano, influenzando il sonno, la vigilanza, la temperatura corporea e numerosi processi fisiologici. Per questo il passaggio da un orario all’altro, anche se di una sola ora, può rappresentare per alcune persone un piccolo ma reale stress per l’organismo.
A spiegare questo aspetto è stato anche Roberto Manfredini, esperto di cronobiologia e medicina del sonno, che abbiamo intervistato proprio sul rapporto tra orologio sociale e orologio biologico. Il punto centrale del dibattito medico è che non tutte le ore di luce hanno lo stesso valore per il nostro organismo: la luce del mattino ha un ruolo particolarmente importante nella sincronizzazione del nostro orologio interno. E questo rende la scelta tra ora legale e ora solare permanente una questione molto più complessa di quanto possa sembrare.
Con l’ora legale permanente, nei mesi invernali il sole sorgerebbe infatti più tardi. In alcune zone d’Italia l’alba arriverebbe molto avanti nella mattinata, soprattutto per chi comincia presto la scuola o il lavoro. Al contrario, l’ora solare permanente garantirebbe una maggiore coincidenza tra l’orario civile e quello determinato dalla luce naturale, ma significherebbe perdere un’ora di luce nelle ore pomeridiane e serali durante la bella stagione.
Sul fronte energetico, invece, il vantaggio dell’ora legale esiste, ma oggi appare decisamente più contenuto rispetto al passato. Il risparmio aggiuntivo legato all’ora legale permanente sarebbe intorno allo 0,05% dei consumi, mentre quello complessivo arriverebbe a circa lo 0,15%. È quindi difficile considerare oggi l’argomento energetico, da solo, come decisivo per scegliere l’ora legale permanente. Anche il beneficio, pur reale, si è progressivamente ridotto nel tempo, soprattutto grazie alla maggiore efficienza dei sistemi di illuminazione.
Ma la questione non riguarda soltanto le bollette. L’ora legale può avere effetti anche sulle attività commerciali, sul turismo, sul tempo libero e sulle attività all’aperto, mentre l’ora solare viene considerata da una parte della comunità scientifica più vicina ai ritmi biologici naturali, soprattutto per quanto riguarda l’esposizione alla luce nelle prime ore della giornata.
Ed è proprio qui che il confronto diventa interessante: dal punto di vista energetico ed economico ci sono argomenti a favore di una maggiore permanenza dell’ora legale; dal punto di vista cronobiologico, invece, la luce mattutina e la sincronizzazione dell’orologio biologico assumono un peso decisivo.
Il documento della Camera evidenzia inoltre che il mondo scientifico non esprime una posizione completamente uniforme sulla soluzione da adottare. Maggiore è invece la convergenza sull’opportunità di valutare attentamente gli effetti dei due cambi annuali sull’organismo, soprattutto sul sonno e sui ritmi circadiani.
E così quello che sembrava soltanto un piccolo gesto sulle lancette dell’orologio diventa una questione che coinvolge energia, economia, salute e persino il nostro modo di vivere le giornate. La domanda, a questo punto, non è soltanto se continuare a spostare le lancette due volte l’anno, ma quale rapporto vogliamo avere tra il tempo che segna l’orologio e quello, molto più antico, scandito dalla luce e dal nostro organismo. Nel frattempo le lancette torneranno indietro tra il 24 e il 25 ottobre.