Antonio Milo, rivelazione del Commissario Ricciardi: “Il mio brigadiere Maione personaggio da Spin Off”

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Questa sera Il Commissario Ricciardi saluterà i suoi fan. Con una media di oltre cinque milioni di spettatori, la serie televisiva tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni è arrivata all’ultima puntata e già si avverte la mancanza dei personaggi che ci hanno accompagnato in questo bel viaggio. Sicuramente il merito va ai libri dell’amato scrittore, ma anche a chi ha saputo renderli umani. E tra questi, c’è senza dubbio Antonio Milo ovvero il brigadiere Maione, co protagonista delle storie ambientate in un’affascinante Napoli degli anni ’30. il suo personaggio ha conquistato il pubblico per la sua empatia, umanità e senso di giustizia.
E a Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato proprio con Antonio Milo

Ida: buongiorno Antonio

Milo: buongiorno a te e a tutti i radioascoltatori

I: come stai? Come ti senti alla fine di questo percorso bellissimo?

M: bene, soddisfatto per il risultato, soddisfatto per il lavoro fatto. Già sul set si aveva la percezione che stavamo facendo qualcosa di importante però, ovviamente, si aspettava la risposta del pubblico che è sempre giudice del nostro lavoro.

I: ma la serie è fatta davvero molto bene. Ci sono tanti elementi nuovi, per esempio la Napoli degli anni ’30, anche lei co protagonista

M: assolutamente sì e con grande fascino. E’ stata raccontata una Napoli inedita, di solito è stata narrata per altre vicende a volte poco edificanti che comunque fanno parte del nostro tessuto. Questa è una Napoli diversa che in quegli anni è stata realmente glamour. oggi si direbbe una città che fa tendenza. Napoli era una capitale di cultura. Il Teatro San Carlo era all’epoca il centro della lirica nazionale. di solito si racconta sempre il periodo della guerra, d’altronde anche i miei nonni non mi hanno raccontato quello c’era tanto prima ma ciò che poi ha travolto un’intera nazione e ala vita di tutti.

I: il tuo personaggio è una vera rivelazione. Hai conquistato gli spettatori. Come te lo spieghi?

M: intanto la scrittura. E’ un personaggio scritto a tutto tondo, è un vero e proprio protagonista che vive di luce propria pur essendo un pianeta che rotea intorno a Ricciardi. potrebbe essere tranquillamente un personaggio da cui ricavare uno spin off. In America sarebbe così, come è accaduto con Breaking Bad e Better call soul. E’ un personaggio scritto con grande empatia quindi per me che l’ho interpretato è stato impegnativo ma allo stesso tempo un gran gioco perché è stata una continua gimkane di sentimenti all’interno di una stessa scena. ti dà, quindi, la possibilità di metterti in mostra come attore e come personaggio va a toccare le corde più intime dell’essere umano e chi lo guarda, e prima ancora chi lo ha letto nei romanzi di Maurizio De Giovanni, si riconosce nel personaggio, lo segue, si fa accompagnare per mano nella storia che è altrettanto avvincente e avvolgente. credo che questo sia il segreto. Per quanto riguarda mi riguarda, ho amato e amo questo personaggio e c’ho messo tanto cuore.

I: hai portato tanta umanità che a volte fa anche tanta tenerezza. Colpisce il dolore che si porta dentro per la morte del figlio ma in casa di risollevare l’umore, di scuotere anche la moglie. E’ una bella responsabilità che ha sulle spalle questo personaggio

M: è un positivo, è un personaggio che nonostante il grandissimo dolore e credo che per un genitore sia una cosa insopportabile, si rende conto che c’è una vita davanti da vivere e che il bicchiere bisogna vederlo per forza mezzo pieno. non c’è altra scelta. Ovviamente è anche aiutato dal fatto che il suo commissario che vede i morti gli porta l’ultimo saluto del figlio, questo gli permette una diversa elaborazione del lutto, di avere una marcia in più rispetto alla sua famiglia, alla moglie, ai figli e quindi di ricucire un rapporto e uno status quo distrutto da un evento tragico come la morte del figlio

I: tu e Ricciardi, interpretato da un bravissimo Lino Guanciale, siete complementari, vi completate a vicenda.

M: vedendola da fuori, sembra una mela. Maione e Ricciardi sono due parti di una stessa mela, l’uno si completa con l’altro ma credo che sia stato proprio De Giovanni a deciderlo durante la scrittura. Ricciardi è comunque un protagonista atipico, quindi ha dovuto dare le caratteristiche tipiche di un personaggio classico al fido Maione per avere proprio un bilanciamento da parte di Ricciardi, tra l’altro difficilissimo da interpretare per un attore. Respinge l’amore, vede i fantasmi dei morti , non è proprio un fatto bellissimo. Dal punto di vista drammaturgico, Maione lo rende più concreto. Anche la scelta del direttore della fotografia è andata in questo senso, la luce che illumina Maione è differente rispetto a quella di Ricciardi che è come se camminasse su una linea tra il mondo dei vivi e quello dei morti

I: intanto questa sera andrà in onda l’ultima puntata “In fondo al tuo cuore”. Senza spoilerare, ma cosa vedremo?

M: sicuramente ci sarà un caso da risolvere, molto avvincente, colpi di scena che terranno ben desta l’attenzione dello spettatore. Quello che vi posso dire è che troveremo un Maione alle prese con un sentimento che ha già incontrato nel corso della serie che è la gelosia. Sarà un Maione Otello, geloso dunque della moglie e poi vedrete perché.

I: ritornerete?

M: di ufficiale non c’è nulla. Considerato che i risultati della serie e che ci sono altri sei libri, quindi c’è del materiale per poter continuare la serie, credo ci stiano pensando. Non è ufficiale per cui non posso dire con certezza che ci saremo. Spero di ritrovare Maione, spero di ritrovare il Commissario Ricciardi sul set come voi spettatori sperate di vederci in tv.

I: vi aspettiamo, Antonio Milo e grazie

M: grazie a voi!

 

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