Dal 28 Giugno stop mascherine all’aperto, Pregliasco: “Ci sta ma portiamola ancora con noi”

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L’Italia è avviata verso la normalità. Da lunedì è in zona bianca tranne la Val D’Aosta che si aggiungerà dal 28 giugno. E da lunedì prossimo gli italiani potranno non indossare la mascherina all’aperto. la domanda che noi ci poniamo a questo punto è qual è oggi la pericolosità del covid, quindi quante persone rischia di uccidere? A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con il professor Fabrizio Pregliasco

Ida: buongiorno Professor Pregliasco

Pregliasco: eccoci qua, ci si sente, peccato, per cose non piacevoli

I: beh però tenendo conto dei numeri che stiamo vedendo, siamo sicuramente un po’ più tranquilli rispetto ai mesi precedenti. Quindi, se l’Italia è zona bianca e ormai tutto è quasi tornato alla normalità, com’è la situazione del covid?

P: In effetti uccide ancora anche se poco. Ormai ci sembra quasi naturale perché siamo rimasti anestetizzati dai valori di 1000 casi al giorno. Oggi siamo a valori di due cifre, anche meno, quindi una situazione magnifica. Era da agosto dello scorso anno che non vedevamo valori così così bassi. Di sicuro tutto questo è merito purtroppo delle restrizioni più o meno rigide con effetti collaterali pesantissimi economici e sociali e anche, soprattutto, del risultato più che positivo della campagna vaccinale che sta riducendo la possibilità di diffusione di questo virus. Questo virus reagisce anche bene alle varianti Alfa beta gamma Delta. I vaccini disponibili sono efficaci per evitare la malattia nelle persone vaccinate, a volte abbiamo visto possono permettere comunque un’infezione ma un’infezione banale che quindi soprattutto nei soggetti fragili evita gli effetti più tristi che abbiamo visto. Siamo veramente in fondo al tunnel, vediamo la luce in fondo a questo terribile tunnel. Dobbiamo procedere all’apertura con prudenza e proporzionalità perché appunto il virus potrebbe dare un colpo di coda perché più aperture ci sono più ci sono contatti e, seppur a fronte di un basso numero di persone positive rispetto al passato, se ne contano circa 100.000 ma sono almeno tante in più e non sanno di esserlo. Quindi se sono ancora 200.000 gli italiani che più o meno inconsapevolmente possono contagiare, di fatto vendi questo virus potrebbe darci un colpettino di coda, di sicuro senza grossi guai rispetto appunto ai ricoveri e affollamento dei pronti soccorsi. Però procediamo con buon senso perché vedo molti, giustificatissimi, senza più attenzione a quello che è appena successo

I: vorrei chiederle dei vaccini, lei prima ha parlato della campagna vaccina le e dell’incidenza sicuramente più leggera nel caso appunto della circolazione del virus ma la stessa campagna vaccinale sembra un po’ essersi allentata, rallentata dalla confusione che si è creata sulla seconda dose l’eterologa ovvero la seconda dose diversa rispetto alla prima. Poi Astrazeneca, insomma Professor Pregliasco cosa vogliamo dire a tutte le persone che magari anche convocate comunque non si presentano? Questo è un bel guaio

P: La velocità e la quantità di persone che si vaccinano sono elementi determinanti per ritornare alla normalità e la vaccinazione è un atto di solidarietà. È vero, si corre qualche rischio ma veramente minimale a fronte di un rischio molto più alto degli effetti della malattia e non è facile questo approccio ai più perché mentre un farmaco lo prendiamo spesso e volentieri, magari un farmaco per il mal di testa, senza leggere il bugiardino ricordo a tutti di guardare il bugiardino di questi farmaci da banco il guardare magari anche il bugiardino dei vaccini, confrontandoli si vede che c’è un abisso rispetto alla sicurezza di questi vaccini. La vaccinazione vorremmo che fosse assolutamente sicura purtroppo non lo è e lo abbiamo constatato dolorosamente ma la vaccinazione è davvero un vantaggio per tutti. L’eterologa era una soluzione che sembrava essere utile per rasserenare i più giovani rispetto a quel rischio minimo appunto di trombosi che c’è in particolare nei giovani eseguendo il vaccino Astrazeneca, però da qui come dire la narrazione della sicurezza dei vaccini ha visto le sue difficoltà e sempre ovviamente acuite dalla dall’interesse dalla comunicazione riguardante appunto il covid. Ci si vaccina anche per solidarietà rispetto agli altri ma una solidarietà che serve anche a noi perché se stiamo bene si vive al meglio e davvero i dati scientifici ad oggi mostrano una sicurezza, una garanzia, un’utilità della vaccinazione. In questo momento molti cominciano a dire vabbè ormai il grosso è un dato di fatto quelli che si sono vaccinati e io posso evitare questo potenziale rischio

I: bella forma di egoismo professor Pregliasco. Intanto parliamo anche della mascherina, dalla prossima settimana potremmo non utilizzarla all’aperto. Lei cosa pensa di questo provvedimento, stiamo correndo un po’ o è giusto visto che all’aperto magari il virus circola meno?

P: sicuramente il virus all’aperto, l’abbiamo visto, in estate circola meno. Io avevo sperato di lanciare la moda della tintarella con il segno della mascherina ma sono stato molto criticato. Era un modo provocatorio di rilanciare il concetto di un uso ragionato della mascherina ancora un po’ come l’uso ragionato degli occhiali da sole. È vero che ogni tanto vediamo qualcuno anche nel pieno della notte che per darsi un tono si si mette gli occhiali da sole però gli occhiali da sole servono quando appunto c’è il sole. Non c’è un manuale esatto per dire quando smettere l’uso della mascherina, in particolare la mascherina all’aperto, però abbiamo visto che c’è una riduzione del numero di persone positive in circolazione direi che ci sta insomma questa decisione. Anche altre nazioni intorno a noi stanno prendendo o hanno già preso questa decisione per cui consiglio appunto buon senso, portiamola ancora con noi, usiamola nelle situazioni di rischio. Dovremmo aver ben capito quali sono

I: Purtroppo professor Pregliasco. Cosa pensa della proposta di Draghi, quella cioè di spostare la finale degli Europei, qualora ci fosse la Nazionale, dall’Inghilterra a Roma perché nel Regno Unito circola la variante Delta. Secondo lei è una proposta accettabile considerati i dati che arrivano dal Regno Unito o no?

P: e sicuramente, bisogna vedere come evolve la situazione e proprio in considerazione di questa variante, di questi dati. L ‘incremento del numero di casi in quel territorio è quello che potrebbe succedere anche da noi se non attuiamo tutta una serie di sistemi di protezione e attenzione. Spostare molte persone in un luogo ad alta incidenza ovviamente non è il massimo della vita

I: professor Pregliasco, la r ingraziamo per essere stato con noi stamattina. Le auguriamo comunque una buona estate

P: grazie e buona estate a tutti voi

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