Eddie Brock: “Le emozioni? Preferisco cantarle” L’esordio all’Ariston con “Avvoltoi” e il legame con Adam Sayf

Il palco del Teatro Ariston fa tremare le gambe a tutti, ma quando si tratta della primissima volta al Festival di Sanremo, l’impatto è ancora più forte. Lo sa bene Eddie Brock, che ai nostri microfoni si è raccontato a cuore aperto, tra l’ansia del debutto e la voglia di far parlare la sua musica.

L’emozione del debutto

Gestire la tensione di un evento del genere non è un’impresa da poco. Quando gli abbiamo chiesto cosa si provi a calcare quel palco per la prima volta, l’artista è stato estremamente sincero: “È difficile gestire le emozioni, ti fai prendere un po’ il sopravvento. Cerchi di essere lucido anche se non lo sei, e pur carico di ansia, cerchi di restare concentrato. Alla fine, lo fai perché ami quello che fai”.

La musica al posto delle parole

Non è un mistero che Eddie Brock preferisca far parlare le sue canzoni piuttosto che lanciarsi in lunghe spiegazioni sui propri sentimenti. Una scelta consapevole, che ribadisce con forza: “È verissimo che faccio fatica a parlarne. Le emozioni da descrivere a parole sono impossibili: molto meglio raccontare un’emozione attraverso la tua stessa emozione cantata”.

Il brano in gara: “Avvoltoi”

Questa filosofia si riflette perfettamente nel suo brano sanremese, “Avvoltoi”. Una canzone che nasce dall’urgenza di comunicare, senza filtri o calcoli a tavolino. “Amo cantare questo brano perché è come se stessi parlando in macchina con una persona,” ci ha spiegato. “Scrivo in modo molto spontaneo, senza fare schemi su cosa dovrei o non dovrei dire. È un vero e proprio sfogo in cui mi immedesimo tantissimo”.

Il supereroe di Sanremo

Per smorzare un po’ la tensione della gara, abbiamo giocato con la sua nota passione per i fumetti e i supereroi, chiedendogli chi fosse il suo eroe personale in questo Festival. La risposta è arrivata senza la minima esitazione: “Adam Sayf. È il più forte di tutti, è praticamente mio fratello”.

Un’amicizia che fa da scudo all’ansia e tanta, tantissima spontaneità: gli ingredienti perfetti per godersi questo primo, indimenticabile Sanremo.

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