Giornata del Mediterraneo, crocevia di popoli e sfide globali. Danovaro a KKI: “tra crisi climatica e ricchezza biologica straordinaria è il mare più fragile e prezioso del pianeta”

Il Mediterraneo non è soltanto un mare. È una culla di civiltà, una via di comunicazione tra continenti, un patrimonio di biodiversità e una risorsa economica fondamentale per milioni di persone. La Giornata del Mediterraneo, che si celebra ogni anno l’8 luglio, rappresenta l’occasione per riflettere sul valore di questo straordinario bacino e sulle sfide che ne minacciano il futuro. Da millenni il Mediterraneo è un ponte tra Europa, Africa e Asia. Le sue acque hanno favorito scambi commerciali, incontri culturali e relazioni politiche che hanno contribuito a plasmare la storia delle società che si affacciano sulle sue coste. Ancora oggi il Mediterraneo mantiene una centralità strategica sotto molti aspetti: dal commercio marittimo al turismo, dalla pesca alla produzione energetica, fino alle questioni geopolitiche che coinvolgono i Paesi dell’area.

Ma questo mare è anche uno degli ecosistemi più vulnerabili del pianeta. Il riscaldamento delle acque procede a ritmi superiori alla media globale, mentre l’inquinamento, la pressione delle attività umane, la perdita di biodiversità e l’arrivo di specie aliene stanno modificando profondamente gli equilibri naturali. Gli effetti dei cambiamenti climatici si manifestano sempre più chiaramente attraverso ondate di calore marine, erosione costiera e alterazioni degli habitat.

Eppure il Mediterraneo continua a custodire una ricchezza biologica straordinaria. Pur rappresentando meno dell’1% della superficie degli oceani, ospita una quota significativa della biodiversità marina mondiale, confermandosi uno degli ambienti più preziosi e studiati dalla comunità scientifica internazionale.

Di questi temi abbiamo parlato con Roberto Danovaro, biologo marino tra i maggiori esperti italiani di biodiversità ed ecosistemi marini. Nel suo libro Abissi, Danovaro conduce il lettore alla scoperta del mare profondo, un universo ancora in gran parte inesplorato che svolge un ruolo fondamentale per gli equilibri del pianeta. Un viaggio che aiuta a comprendere quanto ciò che accade nelle profondità marine sia strettamente collegato alla salute del Mediterraneo e degli oceani. Gli abissi, spesso percepiti come mondi lontani dalla vita quotidiana, rappresentano infatti una frontiera scientifica e tecnologica sempre più importante. Dalla ricerca sulla biodiversità alle nuove infrastrutture digitali che potrebbero trovare spazio sui fondali, come i data center sottomarini, il mare profondo è al centro di un dibattito che pone interrogativi sul rapporto tra innovazione e tutela ambientale.

La Giornata del Mediterraneo invita dunque a guardare oltre l’orizzonte e a considerare questo mare come un bene comune da proteggere. Un patrimonio naturale, culturale ed economico che appartiene a tutti e il cui futuro dipenderà dalla capacità di conciliare sviluppo, cooperazione internazionale e sostenibilità ambientale.

Ascolta qui l’intervista a Roberto Danovaro

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