Il bar di Cinecittà

Costruito in equilibrio tra meticolosa ricostruzione storica e invenzione letteraria, Il bar di Cinecittà è un romanzo storico e familiare. Ironico e struggente, dolce e amaro, restituisce la magia, le contraddizioni e l’umanità di un luogo unico al mondo, la fabbrica dei sogni chiamata Cinecittà.
Giovanni Diotallevi ha sedici anni quando suo padre gli comunica la grande notizia. Ha ottenuto per lui un colloquio con un gerarca, una persona importante. Se saprà fargli una buona impressione, per Giovanni si apriranno le porte del meraviglioso luogo che il Duce ha voluto costruire in fondo alla Tuscolana, una piccola metropoli destinata a creare pellicole che incanteranno il mondo intero. Per lui non ci saranno i mercati generali, cassette da scaricare e una schiena spezzata: potrà servire da bere e da mangiare ai più grandi divi del Paese, in quel posto magico che verrà inaugurato in primavera. È ancora incompleto ma ha già un nome che suona come una promessa: Cinecittà. Così, in una fredda mattina del febbraio 1937, Giovanni sale sulla sua bici, attraversa una Roma ancora addormentata e varca le grandi colonne della città del cinema. Incontra Franco Romoli, capo del bar, e per la prima volta passa dietro al bancone. Lì diventerà amico di Marcello Mastroianni e di Fellini, crescerà e invecchierà, si farà una famiglia, vedrà scorrere mezzo secolo: la guerra, gli sfollati, la ricostruzione e il nuovo benessere. Incontrerà le grandi stelle italiane e internazionali, negli anni della “Hollywood sul Tevere”, fino a quando la televisione metterà in crisi quella straordinaria avventura. Walter Veltroni conferma la sua capacità di raccontare la grande Storia attraverso vite normali e speciali insieme, come sono tutte le vite umane.

Figlio di Vittorio, dirigente della Rai, morto quando Walter Veltroni aveva un anno. Si diploma presso l’Istituto di studi cinematografici e televisivi e si iscrive giovanissimo al Pci, ne diventa, solo ventunenne, consigliere comunale a Roma, carica che manterrà fino al 1981. Nell’87 entra come deputato in Parlamento. Favorevole alla svolta della Bolognina, è stato direttore dell’Unità. Nel 1996 condivise la leadership dell’Univo con Prodi e, vinte le elezioni, venne nominato vicepresidente del Consiglio e Ministro per i beni culturali. Nel 2001 viene eletto sindaco di Roma, carica che gli verrà riconfermata nel 2006 con il 61,5 % dei voti favorevoli. Nel 2007 entra nel Comitato Nazionale del neonato Partito Democratico e dichiara di non volersi alleare in futuro, se eletto alla segreteria, con i partiti della sinistra. Cade quindi il Governo Prodi. Veltroni viene eletto, dopo una consultazione popolare tra gli iscritti, Segretario del PD. Perse le elezioni nazionali del 2008, ceduta Roma alle destre, e perse le elezioni regionali, si dimette dalla carica di Segretario del PD.
Si è molto impegnato per i sostegni all’Africa, ed è anche autore di alcune opere di narrativa, tra cui Noi (2009), L’inizio del buio (2011), L’isola e le rose (2012), E se noi domani (2013), Quando c’era Berlinguer (2014), tratto dall’omonimo documentario per il cinema, Ciao (2015) e Quando (2017), tutti pubblicati da Rizzoli. È anche regista di I bambini sanno (2015), Indizi di felicità (2017) e della serie televisiva Gli occhi cambiano (2016), e di Tutto davanti a questi occhi (2018), intervista a Sami Modiano, sopravvissuto ad Auschwitz. Tra le sue altre pubblicazioni si ricordano Roma (Rizzoli, 2019), Assassinio a villa Borghese (Marsilio, 2019), Buonvino e il caso del bambino scomparso (Marsilio, 2020), Tana libera tutti (Feltrinelli, 2021), C’è un cadavere al Bioparco (Marsilio, 2021), I fratelli che volevano cambiare il mondo. La storia di John e Bob Kennedy (Feltrinelli, 2023), La condanna (Rizzoli, 2024), Numeri 10 (Solferino, 2024), Iris, la libertà (Rizzoli, 2025).

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