Un graditissimo ritorno negli studi di Radio Kiss Kiss Italia: Levante è tornata a trovarci per raccontare il suo nuovo album “Dell’amore, il fallimento e altri passi di danza”. Tra riflessioni sulle relazioni, terapia e maternità, la cantautrice siciliana si è raccontata così ai nostri microfoni.
Bentornata a Radio Kiss Kiss Italia! Partiamo da “Ruggine”, un brano in cui guardi le cose da una prospettiva opposta, raccontando la fuga di un uomo davanti a una storia d’amore…
«Sì, in Ruggine faccio fuggire quest’uomo che scappa a Montecarlo spaventato da una relazione. È un concetto presente in tutto il disco: secondo me l’amore eterno è quello che non inizia mai, quello che rimane nella fantasia. Come diceva Sorrentino, c’è una nostalgia per le cose mai accadute. A volte ci sabotiamo per non dire le cose e idealizziamo l’altro invece di fare chiarezza da subito.»
Ti è mai capitato che una tua canzone venisse interpretata dagli ascoltatori in modo completamente diverso rispetto a come l’avevi pensata?
«Sì, penso a “Sei tu”: parla di una persona che si autosabota e non riesce a esprimere l’amore. Poi però un fan ti dice: “Ci ho visto il rapporto con mio padre” oppure “L’abbiamo usata per il nostro matrimonio”. La musica appartiene all’ascoltatore prima ancora che all’artista: una volta uscita nel mondo, ognuno gli dà il proprio significato ed è bellissimo così.»
Nel disco affronti il tema delle relazioni e dell’imparare ad amare senza lasciarsi condizionare dai traumi del passato. Quando hai capito come cambiare rotta?
«Ho capito che il problema non era trovare la persona giusta, ma diventare la persona giusta. Ripetevo sempre lo stesso pattern: grande coinvolgimento all’inizio e poi la fuga per l’ansia di sabotarmi. Negli ultimi anni sono migliorata grazie alla terapia e mettendo in dubbio me stessa. L’amore non può esistere dove c’è un grande ego: bisogna fare spazio all’altro e coltivare la gratitudine, invece di fissarsi sempre sul “bicchiere sporco”.»
In passato hai parlato con grande coraggio della depressione post-partum dopo la nascita di tua figlia Alma. Perché per te è fondamentale fare luce sulla salute mentale?
«La depressione post-partum è una parentesi che capita a molte donne e va raccontata senza tabù. Un evento come la nascita ti trasforma emotivamente e chimicamente. Grazie al mio compagno e a una psicoterapeuta mi sono fatta aiutare. Siamo ossessionati dall’aspetto esteriore, mentre la salute mentale rimane spesso un tabù. Invece la palestra mentale andrebbe frequentata tutti i giorni.»
Tua figlia Alma ha persino uno speciale intervento nella traccia “Monellerie”. Cosa ti auguri che colga dai tuoi brani quando sarà grande?
«Una sera stavamo cantando e lei mi ha detto: “Io dentro di te non voglio fare un caos di monellerie, ma quando ti vedo tutto riprocede da capo”. Ho voluto assolutamente questa frase nel disco! Guardando al futuro, spero che Alma mi riconosca nelle mie fragilità. I genitori non devono per forza essere supereroi: è importante che i figli ci vedano nella nostra interezza umana, con tutte le nostre debolezze.»
Un ultimo messaggio per chi ascolterà il tuo nuovo progetto? «Spero che possiate riconoscervi anche solo in un brano: l’amore riguarda tutti noi ed è il senso della vita. E ricordiamoci che il fallimento fa parte del percorso: normalizziamolo, parliamone e mostriamolo senza paura.»