Mentre il caro carburante continua a pesare sui bilanci delle famiglie italiane e ogni pieno può trasformarsi in una spesa tutt’altro che trascurabile, c’è un piccolo Comune abruzzese che ha scelto una strada decisamente fuori dal comune. A Valle Castellana, circa 800 abitanti, il distributore di benzina è infatti di proprietà comunale.
Una scelta nata nel 2022, quando l’amministrazione ha deciso di acquistare l’unico impianto presente sul territorio per evitare che venisse chiuso e lasciare così cittadini e attività senza un servizio essenziale. Ma quella che sembrava soprattutto una scelta per salvaguardare il territorio si è trasformata in un’esperienza che oggi fa parlare molto.
Il Comune riesce infatti a proporre benzina e diesel a prezzi particolarmente contenuti, rinunciando a una parte del normale margine di guadagno. E il risultato è che il distributore è diventato un punto di riferimento non soltanto per i residenti, ma anche per chi arriva dai territori vicini.
Il dato che colpisce è la crescita degli incassi: dai circa 75 mila euro del primo anno di gestione si è arrivati a cifre che sfiorano il mezzo milione di euro. Numeri importanti per un paese così piccolo, che hanno inevitabilmente fatto nascere una domanda: come è possibile vendere carburante a prezzi così bassi e, allo stesso tempo, far funzionare economicamente l’impianto?
La risposta sta in una filosofia molto semplice: non puntare sul massimo guadagno per ogni litro venduto, ma ridurre il margine e aumentare i volumi, mantenendo il servizio sul territorio. Un modello che sembra aver creato un circolo virtuoso: prezzi più convenienti, più clienti, maggiori quantità di carburante vendute.
Ma la vera questione è capire se l’esperienza di Valle Castellana possa diventare un esempio per altri piccoli Comuni italiani, soprattutto quelli delle aree interne dove la chiusura di un distributore può significare perdere uno degli ultimi servizi rimasti.
Ne abbiamo parlato con il sindaco di Valle Castellana, per capire come è nata questa scelta, quanto costa al Comune gestire il distributore e soprattutto se questo modello può essere replicato anche altrove.