Il 10 marzo del ’46 il suffragio femminile, Michela Ponzani a KKI: “Le donne diventano cittadine attive e non più suddite come in passato. Il voto è una conquista sul campo”

Il 10 marzo 1946 milioni di italiane entrarono per la prima volta in una cabina elettorale. In occasione delle elezioni amministrative, le donne esercitarono per la prima volta il diritto di voto, segnando una svolta storica per la democrazia del Paese dopo vent’anni di dittatura e gli anni drammatici della guerra.

Fu un passaggio decisivo verso la piena cittadinanza femminile. Pochi mesi dopo, il voto delle donne avrebbe avuto un ruolo fondamentale anche nel Referendum istituzionale italiano del 1946 che sancì la nascita della Repubblica e portò all’elezione dell’Assemblea Costituente, dove sedettero anche 21 donne, destinate a lasciare un segno nella scrittura della Costituzione.

A ottant’anni da quella data, il suffragio femminile resta una delle conquiste più importanti della storia repubblicana. Un diritto che oggi può sembrare scontato, ma che fu il risultato di decenni di battaglie e dell’impegno di tante donne che contribuirono a costruire l’Italia democratica. Oggi ricordare quel primo voto significa anche riflettere su quanto sia ancora necessario lavorare per una piena parità nella rappresentanza politica e nella vita pubblica.

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