Chill non è solo una parola, ma un’attitudine. Per la Generazione Z indica uno stato mentale prima ancora che un comportamento: prendere le cose con calma, proteggere il proprio spazio emotivo, rifiutare l’ansia della performance a tutti i costi. In un mondo iperconnesso e sempre acceso, essere chill significa scegliere il controllo del tempo, delle energie e delle aspettative.
È un linguaggio semplice, quasi disarmante, che racconta una generazione consapevole dei propri limiti e meno interessata all’idea di successo tradizionale. Essere chill non vuol dire disimpegno, ma equilibrio: fare, sì, ma senza bruciarsi. Una parola breve, globale, immediata, che sintetizza il bisogno più profondo della Gen Z: vivere con intensità, ma senza perdere sé stessi.
A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca