È arrivato l’autunno, l’estate 2026 cosa ci lascia? Pasqui a KKI: “Ondate di calore infinite e temperature da record. Urge un’azione collettiva per salvare il pianeta”

Con l’arrivo dell’autunno si chiude una stagione che ha lasciato il segno. L’estate 2026 entra infatti nel bilancio climatico come un’altra estate di caldo eccezionale, dentro una tendenza che ormai non può più essere letta come una semplice successione di stagioni più o meno calde. Temperature elevate, ondate di calore e mari insolitamente caldi hanno caratterizzato mesi nei quali il clima ha continuato a mostrare quanto rapidamente stia cambiando. Anche agosto, a livello globale, è stato indicato come uno dei mesi più caldi mai registrati.

A rendere ancora più interessante l’autunno che comincia c’è El Niño, il fenomeno climatico legato al riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico equatoriale. L’Organizzazione meteorologica mondiale conferma che El Niño è ormai pienamente instaurato e prevede un ulteriore rafforzamento nei prossimi mesi, con un picco atteso verso la fine del 2026. La probabilità che il fenomeno persista fino all’inizio del 2027 è indicata dalla WMO come prossima al 100%.

Il punto non è però semplicemente chiedersi se arriverà “un altro anno caldo”. El Niño può modificare la circolazione atmosferica e gli schemi di temperatura e precipitazione in molte aree del pianeta, aumentando in alcune regioni il rischio di caldo estremo, siccità o piogge intense. E gli effetti non sono uguali ovunque: dipendono dalla stagione, dalla posizione geografica e dall’interazione con altri fenomeni climatici.

Per l’Italia, dunque, l’autunno e soprattutto l’inverno saranno una nuova occasione per capire quanto il nostro clima sia diventato vulnerabile agli estremi. Ma c’è un altro fronte che racconta molto bene le conseguenze di questa trasformazione: l’agricoltura. Un’estate segnata dal caldo e da una disponibilità d’acqua sempre più difficile da prevedere significa colture sottoposte a stress, produzioni che possono diminuire e calendari agricoli che cambiano. E con El Niño in rafforzamento, anche la distribuzione delle precipitazioni diventa un elemento da osservare con grande attenzione.

L’autunno, insomma, non arriva semplicemente a sostituire l’estate sul calendario. Arriva dopo una stagione che ci ha ricordato quanto il clima sia ormai uno degli elementi più importanti per la nostra vita quotidiana: dal modo in cui dormiamo e lavoriamo fino alla disponibilità di acqua e cibo. E mentre le temperature si abbassano, nel Pacifico qualcosa continua a scaldarsi. È proprio da lì che potrebbe arrivare uno dei segnali più importanti per capire che tempo e che clima ci aspettano nei prossimi mesi.

A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con il climatologo del Cnr, Massimiliano Pasqui

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