Fiducia al Senato per Draghi, Myrta Merlino: “Ha parlato di futuro. Parola che non sentivo da molto…”

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Dopo un discorso durato circa 52 minuti, Mario Draghi ha ottenuto la fiducia al Senato con 262 sì, Quindici dei 40 no sono arrivati dal M5s. E altri 8 pentastellati non erano presenti.
Il Premier è partito dalla responsabilità nazionale per illustrare la sua visione del futuro dell’Italia, ha ricordato gli enormi sacrifici fatti dai nostri nonni nel Dopoguerra e, proprio come allora, ora siamo chiamati tutti a partecipare alla Ricostruzione dell’Italia. Tanti i temi toccati e i punti fondamentali del programma di governo. Non sono mancati momenti di emozione.
A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con Myrta Merlino, conduttrice de L’aria che tira in onda su La7.

Ida: Buongiorno Myrta

Merlino: buongiorno a voi. Mentre ascoltavo Perdere l’amore di Massimo Ranieri, mi è venuto in mente che se dovessimo dare un titolo al discorso di ieri di Mario Draghi, potremmo dire “Perdere il futuro”. La cosa che forse più mi ha colpito in assoluto è quando ha detto ” mi sono chiesto se noi, la mia generazione abbiamo fatto e stiamo facendo tutto quello che i nostri padri e i nostri nonni hanno fatto per noi e per i nostri figli o li lasciamo a un futuro sempre peggiore, più piccolo, più stretto, più asfittico. Devo dirti la verità, questa è un’osservazione che non sentivo da un bel po’ di tempo in sede di insediamento.

I: esattamente, soprattutto un discorso che mette al centro il futuro che, ultimamente, è sempre stato un po’ lontano nella visione politica

M: esatto. Ieri è stato un discorso molto sobrio, asciutto. Lui è anche un uomo non particolarmente empatico. Io lo conosco da moltissimi anni perché l’ho conosciuto quando ero una giovanissima giornalista e lui era direttore generale della Banca d’Italia. E’ un uomo molto freddo, un po’ algido. Quello che mi ha colpito ieri è stato un discorso molto appassionato nei contenuti, molto patriottico. Ha parlato di unità, di amore di Patria, di sacrifici, dover rinunciare agli egoismi. Insomma, si aspettavano tutti un discorso più breve e più tecnico, invece è stato molto lungo e pieno di un afflato davvero da salvezza della Patria. Il che ci deve far riflettere anche su quest’uomo che forse conosciamo tutti pochissimo, pensavamo a qualcosa molto economica, pensavamo al Recovery come grande mission. Non lo ha neanche mai citato il Recovery. Ha chiamato il piano europeo, non a caso, Next generation che è poi il nome ufficiale che viene dato a Bruxelles.

I: nuove generazioni e quindi futuro. E’ stato anche tenero quando si è lasciato andare alle emozioni e lo ha detto. Lui che ha guidato Bankitalia, la Bce e che quindi ha fatto discorsi più freddi come quelli economici…

M: diciamo la verità. Adesso tutti parlano di super Mario, sembra sia arrivato Superman, ma io credo che per qualunque essere umano prendere in mano ora le redini dell’Italia sia davvero una missione difficilissima.

I: ci sono tanti punti nel suo programma ma da donna, mi ha colpito ciò che pensa di fare per le donne sulle quali sono ricadute le responsabilità più grandi durante questa pandemia.

M: ha detto ” pensare a una vera parità di genere non vuol dire un farisaico rispetto delle quota rosa”. Chiunque di noi sa bene come è stato mettere insieme figli e lavoro, molte di noi sanno bene quanto sia stucchevole in molti casi il dibattito sulle donne, quanto si parli di cose che sono sinceramente molto lontane dalle nostre esigenze. Tante donne italiane vorrebbero solo avere dei servizi per uscire la mattina e andare a lavorare senza angosce e senza svegliarsi alle 5. Tante donne italiane, in questa pandemia, hanno vissuto il periodo più difficile della loro vita visto che a loro è devoluta la cura dei figli ricacciati in casa per la Dad, dei genitori, degli anziani. E a proposito della Dad, Draghi è stato molto molto preciso e molto chiaro sulla scuola, per lui la Dad sta distruggendo una generazione e questo qualunque madre e qualunque padre lo sa molto bene. Le donne italiane si sono ritrovate ricacciate in uno schema antichissimo in cui anche lavorare in smart working, con i bambini che correvano per casa diventava un disastro. Io credo che ci siamo rimboccate le maniche, abbiamo resistito come sempre con grande resilienza. E’ stato terribile

I: intanto Myrta c’è chi pensa che quello di Draghi sia un governo tecnico, quindi tanti sacrifici che ci riportano al governo Monti, una sorta di trauma che ritorna.

M: questo è uno dei governi più squisitamente politici. Il governo Monti fu chiamato per una cosa molto specifica, c’era un Paese con un debito pubblico che l’asserragliava, conti pubblici molto preoccupanti. Si pensava addirittura ad un default dello Stato. Si chiamò Mario Monti per aggiustare i conti. In questo caso, Draghi deve portare l’Italia fuori da una pandemia, ad occuparsi delle persone, di noi, delle nostre cure. Se c’è una cosa prettamente politica ed umana, non ci sono conti pubblici che tengano, anzi. Per uscire dalla pandemia bisogna spendere e spendere tanto e bene. E poi viene chiamato a spendere i soldi del Recovery, 209 miliardi che certo non vanno distribuiti a pioggia, non vanno dati aiuti inutili ma investiti bene. Insomma è esattamente il contrario, questo signore deve distribuire soldi ed è il motivo per il quale, non a caso, i politici sono tutti appassionati lì dentro e vogliono incidere perché ognuno vuole portare a casa, nelle migliori delle ipotesi, una fetta di denaro per l’interesse che deve proteggere, nel peggiore dei casi una fetta di denaro per il proprio tornaconto elettorale. Con Monti, la politica fu ben contenta di uscire dalla compagine governativa, lasciare le chiavi di casa a Mario Monti e dirgli ” fai tu le cose difficili così noi possiamo sempre dire che non siamo d’accordo con te” . io penso che Draghi sia un uomo molto politico, il discorso di ieri lo è stato. Alcuni lo hanno paragonato a Cavour, ha fatto un discorso dell’unità

I: non a caso ha parlato di responsabilità nazionale. Grazie intanto a te per aver viaggiato con noi stamattina

M: grazie a voi, a prestissimo

 

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