Il 5 febbraio si celebra la Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. Torna al centro del dibattito uno dei paradossi più evidenti del nostro tempo: mentre cresce il numero di persone in difficoltà economica, tonnellate di cibo perfettamente consumabile finiscono ogni giorno nella spazzatura.
Secondo le stime più recenti, lo spreco si concentra soprattutto nelle case, dove cattiva pianificazione della spesa, scarsa attenzione alle scadenze e porzioni eccessive incidono in modo significativo. A questo si aggiungono le perdite lungo la filiera produttiva e nella distribuzione, aggravando l’impatto complessivo.
Le conseguenze non sono solo economiche, ma anche ambientali: buttare cibo significa sprecare acqua, suolo, energia e lavoro umano, contribuendo alle emissioni di gas serra e alla crisi climatica.
La Giornata anti spreco diventa così un’occasione per promuovere buone pratiche quotidiane — dalla spesa consapevole al recupero degli avanzi — e per rilanciare il ruolo di istituzioni, scuole e associazioni nel diffondere una nuova cultura del cibo, fondata su rispetto, sostenibilità e responsabilità sociale.
A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con Barbara Nappini, presidente di Slow Food