Ottant’anni fa nasceva la Repubblica italiana. Era il 2 giugno 1946 quando milioni di cittadini furono chiamati alle urne per scegliere tra monarchia e repubblica. Ma quella data storica segnò anche un’altra svolta destinata a cambiare per sempre il volto del Paese: per la prima volta le donne italiane poterono votare ed essere elette. Fu una conquista straordinaria, arrivata dopo decenni di battaglie e rivendicazioni. Le donne non furono semplici spettatrici della nascita della nuova Italia democratica, ma protagoniste attive del cambiamento. Lo dimostrano le 21 donne elette all’Assemblea Costituente, passate alla storia come le “Madri Costituenti”, che contribuirono alla stesura della Carta fondamentale della Repubblica.
Erano donne provenienti da esperienze politiche e culturali diverse, unite però da un obiettivo comune: costruire un Paese più giusto, libero e democratico. Grazie al loro impegno, nella Costituzione trovarono spazio principi destinati a segnare profondamente la vita delle generazioni successive, dall’uguaglianza tra uomini e donne alla tutela del lavoro, dalla centralità della persona ai diritti sociali. A ottant’anni di distanza, la loro eredità continua a parlare al presente. Molte delle conquiste ottenute allora vengono oggi date per scontate, ma ricordare il percorso che ha portato al voto femminile e alla piena cittadinanza delle donne significa comprendere il valore della partecipazione democratica e dei diritti che ne sono derivati.
Di queste protagoniste spesso dimenticate della storia italiana si occupa anche Serena Dandini nel libro Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica. Attraverso le loro vicende personali e politiche, l’autrice restituisce voce a figure che hanno contribuito in modo decisivo alla costruzione dell’Italia repubblicana, ma che troppo spesso sono rimaste ai margini della memoria collettiva.
A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato proprio con Serena Dandini, ripercorrendo le battaglie, il coraggio e l’eredità lasciata da donne che hanno saputo cambiare il corso della storia italiana e che ancora oggi possono rappresentare un esempio di partecipazione civile e impegno democratico.