Si chiama in modo ingannevole “miele dello sballo”, ma non ha nulla a che vedere con il prodotto naturale delle api. È una sostanza ad altissima concentrazione di THC, ricavata da estratti di cannabis lavorati chimicamente, che può arrivare a livelli di principio attivo molto superiori rispetto alla marijuana tradizionale. Il risultato è una massa densa, ambrata e viscosa, simile al miele, che circola soprattutto attraverso canali illegali online. Negli ultimi giorni il fenomeno è tornato drammaticamente alla ribalta dopo un grave episodio avvenuto ad Arzano, nell’area nord di Napoli, dove tre giovani hanno accusato malori dopo aver consumato la sostanza in casa. Un ragazzo di 17 anni è stato ricoverato in condizioni critiche e in prognosi riservata, mentre gli altri due sono stati trasportati in ospedale in stato di forte intossicazione. Secondo le ricostruzioni, avrebbero ingerito anche solo una piccola quantità , “un cucchiaino”, ma sufficiente a scatenare una reazione violenta e improvvisa dell’organismo.
Il caso ha riacceso l’allarme su una nuova forma di consumo di cannabis ad alta potenza, spesso venduta come “wax” o “honey oil”. Non si tratta di una sostanza “leggera” o assimilabile alla cannabis tradizionale: la concentrazione di THC può superare l’80-90%, con effetti imprevedibili e potenzialmente gravi. Tra i rischi segnalati dai medici ci sono alterazioni della percezione, crisi d’ansia, disorientamento, fino a episodi di psicosi acuta e, nei casi più severi, complicazioni respiratorie e cardiovascolari. Il nodo centrale, nel caso di Arzano, riguarda anche la modalità di assunzione: la sostanza sarebbe stata ingerita come fosse un alimento, quando in realtà è spesso destinata a essere inalata tramite dispositivi specifici. L’ingestione diretta può amplificare e rendere imprevedibili gli effetti, aumentando il rischio di overdose tossica. Le indagini sono ora concentrate sulla provenienza del prodotto, acquistato, secondo le prime ipotesi, attraverso canali online non controllati, un circuito sempre più utilizzato per la diffusione di sostanze sintetiche o ad alta concentrazione.
Il “miele dello sballo” diventa così l’ennesimo campanello d’allarme su un mercato della droga in continua trasformazione, dove le forme si fanno sempre più insidiose e difficili da riconoscere, soprattutto per i più giovani.
A Radio Kiss Kiss Itali ne abbiamo parlato con Sabina Strano Rossi, professore associato di Tossicologia Forense e Medicina Legale all’ Università Cattolica del S. Cuore.