Sanremo 2021, Arisa: “Mi sento molto napoletana. Ecco perchè ho scelto “Quando” di Pino Daniele”

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L’abbiamo vista inaugurare la prima serata del 71esimo Festival della canzone italiana. Da veterana, ha retto l’emozione e in rosso, colore che rispecchia tutta la sua passione, ci ha emozionato con la sua canzone Potevi fare di più.
Questo pomeriggio è arrivata ai microfoni di Radio Kiss Kiss Italia con una sorpresa per tutti i nostri ascoltatori. Insieme ad Arisa c’era Michele Bravi

Mariasilvia: Sei un artista a tutto tondo che da quando guardava Sanremo in tv nella sua Basilicata sei arrivata al palco dell’Ariston e puoi essere annoverata tra le signore della musica italiana perché sei pluri titolata e hai rotto il ghiaccio nella prima serata e ti si è esibita per prima tra i Big in questa 71esima edizione del Festival, cantando ‘Potevi fare di più’, scritta da Gigi D’Alessio. Dopo due vittorie e una co – conduzione (che ricordo con gioia a parte i brani bellissimi), cosa significa per te questo ritorno a Sanremo?

Arisa: Per me significa partecipare ad una ripartenza importante. Se quest’anno il festival non avesse avuto luogo, penso che gli italiani avrebbero subito tantissimo perché togliere il Festival agli italiani è come quando l’Italia non partecipa i mondiali: saremmo tutti tristissimi e forse saremmo stati ancora più tristi. Però io oggi non sono sola. Stasera canterò una delle canzoni più belle di Pino Daniele (Quando) con una grandissima voce maschile che prende il nome di Michele Bravi e che è proprio qui accanto a me.

M: Ma daiiii…. Buon Pomeriggio, veramente grazie anche a te per essere qui per averci fatto una sorpresa in tutti i sensi, perché noi non vediamo l’ora di sentire questo incastro tra le vostre voci. Avete fatto le prove e siete reduci dal Palco. Cosa ci farete vedere stasera a livello proprio di sentimento.

Michele Bravi: E’ un duetto molto particolare perché siamo due mondi vocali totalmente diversi ma complementari quindi ci incastreremo, ci guarderemo. Sarà un bel gioco di colori, voci, timbri. Insomma è un bel momento di spettacolo; è una bella possibilità, anche per poter omaggiare uno dei più grandi della nostra musica che è Pino Daniele

M: E come mai avete scelto di interpretare proprio questa cover?

Arisa: Allora. Naturalmente la sera delle canzoni d’autore Pino non poteva mancare, perché secondo me Pino è stato colui che ha fatto una cosa interessantissima. E’ rimasto legato alle sue radici, mescolando le sue radici alle sue passioni, quindi lui era un Blues Man che però è rimasto napoletano. faceva un genere d’oltreoceano, rimanendo napoletano: quindi era radice e volo.

M: Tu mi sembra di capire che hai un rapporto molto particolare con Napoli: Una collaborazione con Gigi D’Alessio per quanto riguarda il brano che presenti in questa 71.ma edizione e tre anni fa hai cantato in un modo indimenticabile in napoletano per la Colonna Sonora del film di Ozpetek “Napoli Velata”. Quindi che rapporto c’è con questa città

Arisa: Ma guarda io vengo da una piccolissima città (Potenza in Basilicata) . La Basilicata è sempre stata una terra un pochino dimenticata tra virgolette; e noi avevamo la grande influenza di Napoli che era la città più grande più vicina a noi. E la Basilicata tra l’altro è stata una colonia Borbonica, per cui mia madre parla un dialetto molto molto simile al napoletano. Per me Napoli e la mia casa sono quasi la stessa cosa. Quando vado a Napoli mi sento esattamente come mi sento a casa mia. Abbiamo le stesse usanze. Ci piace stare la domenica a tavola fino alle sei del pomeriggio; ci piace fare le carovane per andare al mare. Quando andavamo al mare quando ero piccola partivamo per andare al mare con 10 macchine con il portapacchi sulle macchine. E anche per quanto riguarda il modo di interagire con i nostri cari. Ho letto ultimamente un libro molto bello che si chiama “La vita bugiarda degli adulti”, che descrive questo modo di litigare dei napoletani che è anche il nostro che è (emette suoni onomatopeici per imitarlo). Riusciamo a dirci le peggiori cose , però poi siamo sempre tutti fratelli e tutti amici. E quindi mi sento un po’napoletana sinceramente.

M: Arisa visto che ci hai fatto questa sorpresa tra poco vorrei parlre anche un po’ con Michele. Prima però voglio chiederti. Ci canti un pezzettino di “Vasame”?
(Chiede a Michele se la conosce. Scherzano un po’ tra di loro e poi Arisa ce la canta in diretta e poi ci passa Michele Bravi)

M: Michele buonasera. Io a te non voglio fare una domanda, ma vorrei farti solo tantissimi complimenti da parte di tutti noi radiofonici. Era stata annunciata la tua presenza al Festival di Sanremo come concorrente tra i Big (poi saltata ndr). Però ti posso dire una cosa: probabilmente tu non hai bisogno di nessun palco. La tua canzone ci piace da morire.

Michele Bravi: Guarda io ti ringrazio. Sei molto gentile a dirmi una cosa del genere, perché il fatto che una canzone possa vivere anche senza bisogno di un terreno di legno, ma soltanto umano – perxhè attecchisce sulle prsone non sulle assi del palcoscenico – è molto bello, mi fa non poco piacere. Allo stesso tempo però esserci per stavolta in questo festival insieme a Rosalba – lo dicevo prima a lei – perché questo Festival è un segnale enorme per il mondo dello spettacolo. E poter esserci poi al di là della fortuna di omaggiare un grande artista che è Pino Daniele, ma a dar voce a tanti artisti e alle persone dello spettacolo è un grande privilegio. Insomma mi fa un sacco piacere

M: E fa piacere anche a noi, perché davvero era ora che tu tornassi. Allora ritorno un attimo alla canzone di

Arisa.”Potevi fare di più” è una canzone di rinascita, con un messaggio che invita a liberarsi da amori che ad un certo punto creano profonde sofferenze e spaccature.

M: Parliamo dei cosiddetti amori tossici. Nella settimana che corre verso la Festa della Donna mi piacerebbe che lanciassi un messaggio a tutte le donne che in questo momento stanno ascoltando Radio Kiss Kiss Italia e che magari si riconoscono nella canzone che interpreti.

Arisa: Io vorrei lanciare un messaggio non solo alle donne ma a tutti, perché secondo me il diritto di amarsi e di non sentirsi in colpa per amarsi con un po’ di sano egoismo e la consapevolezza che siamo su questa terra, perché lo meritiamo e meritiamo una grande dose di felicità è per tutti. Quindi il messaggio che io posso dare e che cerco di dare sul mio profilo Instagram e attraverso questa canzone è che meritiamo amore e dobbiamo cercarlo, perché la felicità è un dovere. Quindi se non siete felici non vi arrendete; cercatela questa felicità perché da qualche parte esiste sicuramente.

M: Prima di salutarci a tutti e due. Prima a te Arisa : se la donna che sei oggi potesse dire qualcosa alla Rosalba di 11 anni fa (quando dalla Basilicata sei arrivata per la prima volta a Sanremo) cosa le direbbe?

Arisa: Nun t’e ncazzà (non ti arrabbiare ndr.)
M: Brava non vale la pena arrabbiarsi per le cose inutili. Michele invece se il Michele di oggi potesse dire qualcosa a quello di qualche anno fa, cosa gli direbbe?

Michele Bravi: Forse gli direi che pensare al futuro è una cosa pericolosissima quindi gli direi di godersi un po’ di più le cose che sta vivendo.

M: Mamma mia. Mi avete fatto emozionare e commuovere entrambi. Ci siam commossi tutti in studio. Non vediamo l’ora di vedervi questa sera sul palco del Festival di Sanremo per la serata cover. E naturalmente in bocca al lupo, anzi tanta m***a a Rosalba.

Arisa: Grazieee Grazie tanta m***a …. Cospargimi di m***a (ridono tutti)

M: Ti amiamo, anzi vi amiamo. Grazie mille ad Arisa e Michele Bravi per essere stati con noi ai microfoni di Raio KKItalia

Arisa: Ah ma eravamo in diretta?

M: ma certo che eravamo in diretta

Arisa: Mamma mia pensavo che questa la tagliavate

M: Non la tagliamo ci piaci così.

 

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