SANREMO 2021, MAX GAZZE’:” LA MIA CANZONE IRONICA, UN SORRISO FA PIU’ DEI FARMACI”

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La sua canzone è tra quelle che hanno avuto voti più alti dalla critica che ha ascoltato in anteprima i pezzi. E ora, partito il Festival, possiamo ascoltare anche noi “Il farmacista” di Max Gazze’ che ce l’ha raccontata a Radio Kiss Kiss Italia

Mariasilvia: Benvenuto a Max Gazzè e alla band dal nome impronunciabile

Max: Un saluto a voi e un abbraccio. Questo nome impronunciabile sarà l’ultima volta che dovrete pronunciarlo, perché la Band è stata squalificata per mancata esecuzione.

M: Quindi possiamo anche non nominarla più?

Max: Potevate anche non nominarla prima (ride). E’ stato tutto chiaramente un gioco, uno scherzo. Sono solo un po’ perplesso perché in tutta questa confusione delle prove e tutta quella che è la preparazione di Sanremo, diciamo che questo tipo di scenografia (La Band erano dei cartonati ndr), avrebbe voluto una regia un po’ diversa. Quindi diciamo che sono un po’ dispiaciuto che si è un po’ persa. I cartonati erano bui. La performance in sé era, rispetto a quello che avevo immaginato, molto diversa, perché non c’era una camera che seguiva i movimenti. Era un po’ piatta… bidimensionale.

M: Vabbè magari questa “Trifluoperazina Monstery Band” la riporteremo nei live. Parliamo dei live. Tu ti sei tanto battuto in questo periodo così particolare per la macchina dello spettacolo che ha sofferto moltissimo e questa sofferenza è stata raccontata da voi artisti che avete fatto da portavoce a tutte le maestranze del settore. Sanremo è stato un po’ un timido ritorno ai live, ma tu come immagini questo ritorno effettivo?

Max: Beh così come ho fatto l’anno scorso a luglio, dopo il lockdown, quando era impensabile fare dei concerti. Sono stato il primo a pianificare, programmare e fare in modo che fossero fatti dei concerti con tutte quelle che erano le misure che ci venivano date e tutto quello che era necessario per limitare i contagi. E siamo riusciti a farlo in maniera eccellente. Tant’è che durante tutto il tour l’anno scorso è andato tutto alla grande fino a quando poi a settembre è risalita un po’ la curva, per cui abbiamo dovuto chiudere le porte. Ora che Sanremo quest’anno possa rappresentare un segnale di riavvicinamento alla riapertura io me lo auguro vivamente. Anche se ci sono dei non sense; così come il fatto che le persone possano viaggiare in aereo tutte appiccicate e poi magari non possono stare in teatro con i posti distanziati. Ci sono tante cose che non tornano. Io credo che in questo momento sia necessario trovare un modo affinché le persone possano continuare a fare in maniera dignitosa il proprio lavoro e tutti gli operatori della musica e dello spettacolo possano riprendere a lavorare.

M: Max tu a Sanremo ci sei stato più volte. Che effetto ti ha fatto vedere quelle poltroncine vuote su cui si è cercato di fare anche dell’ironia, chiaramente per stemperare.

Max: Il brano stesso è ironico, per cui mi piace trovare anche come rimedio un po’ di sorriso che male non fa alle endorfine. Quindi come formula terapeutica un bel sorriso fa più di molti altri farmaci. E’ stato molto divertente, perché sai quando presentano i cantanti in gara, normalmente c’è l’applauso e inquadrano l’artista. Ma quando mi hanno presentato c’è stata un’immagine in cui ero stato inquadrato e nel momento in cui avrebbero dovuto esserci degli applausi c’è stato il silenzio più totale con il fruscio di sottofondo (cerca di imitare il suono) e appare così questo Leonardo Da Vinci con dietro il cartonato di Jimi Hendrix.

M: Insomma tutto perfettamente in linea con questo periodo surreale.

Max: Sembrava uno sketch dei Monty Pyton. Mi ha fatto molto ridere questa cosa surreale.

M: Veniamo all’abito che non è stato scelto a caso, ma curato in ogni minimo dettaglio , in collaborazione con una costumeria famosissima (Tirelli ndr). Perché ti sei presentato così?. Te lo chiedo proprio così.

Max: Ma perché per me l’interprete di questo brano doveva essere una persona che potesse in qualche modo enunciare questi farmaci con enfasi teatrale e poi a me piace la teatralità delle cose. In questo caso la mia performance l’ho sempre immaginata teatrale e questo camouflage era un po’ modo per presentare il brano… per raccontarlo nel modo in cui l’ho immaginato. Leonardo da vinci che canta.

M: Il farmacista di tutti i farmacisti. Ma sarai ancora così nei prossimi giorni o dismetterai questi panni.

Max: L’ho già bruciata la barba di Leonardo. (Ride)

M: Ma sai una cosa? Io ero convinta – siccome non avevo visto tue immagini precedenti neanche sui social – che tu veramente ti fossi fatto crescere barba e capelli durante il lockdown.

Max : Era quello lo scopo.

M: Scopo raggiunto, perché ci siam cascati in moltissimi.

Max: A parte gli scherzi la barba non l’ho bruciata. E poi tutto è stato curato nel minimo dettaglio. Addirittura le scarpe, la sottana…

M: Sei stato molto “Memizzato” nelle ultime ore – ma credo che tu lo sappia – Che rapporto hai con i social network?

Max: Ottimo. Sono una persona ironica e autoironica. Per cui di questa “memizzazione” ne farò uso. Comincerò a pubblicare tutti i video e i meme che mi hanno fatto.

M: Max prima di salutarci. Ho parlato di Fiorello che si è commosso pensando a questo periodo che stanno vivendo soprattutto gli adolescenti. Lui da papà effettivamente lo sta vivendo molto male, perché effettivamente i figli in questo momento diventano inconsolabili. Tu ne hai 5 (di figli). Rigiro questa domanda a te. Tu come stai vivendo questo periodo da papà e come lo hai vissuto?

Max: I figli sono inconsolabili a prescindere dal Covid (Ride). Tesori, amori miei, sono la mia vita i miei figli. Ho cinque figli: il più piccolo ne ha 4; il più grande ne ha 22 (tre femmine e due maschi). E’ chiaro che soprattutto per gli adolescenti è un momento difficile, perché è il momento in cui attraversano le relazioni sociali; imparano in qualche modo a vivere e condividere sentimenti, emozioni, stati d’animo, gioie, dolori… insomma tutto quello che normalmente fa parte di un percorso adolescenziale. La loro età dello Tsunami è castrata in qualche modo da questa rottura di c*****oni che è la Pandemia. Soffrono tanto: lo vedo e io come genitore sto cercando almeno di fare in modo che loro continuino a vedersi con le persone e le amicizie più strette. Però ogni tanto capita che qualcuno di loro debba fare qualche tampone, perché magari qualcuno a scuola risulta positivo. Ci sono tante complicazioni. Cerchiamo comunque di remare in questo mare in burrasca.

M: Grazie mille per essere stato con noi Max. In Bocca al lupo (anzi come sto dicendo a tutti Merda Merda) per questa 71.ma edizione del Festival di Sanremo. Ci sei arrivato in maniera veramente ariosa; come se non avessi nessun tipo di aspettativa. Grazie per questa leggerezza.

Max: In maniera “Pomposa”, un po’ british.

M: Abbiam bisogno di scintillio. Speriamo di rivederci presto negli studi di Radio KKItalia. Noi ti aspettiamo.

Max: Lo spero anche io. Vi abbraccio e un grande abbraccio a tutti i radioascoltatori.

 

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