Il Giro d’Italia 2026 entra nel vivo con una delle tappe più attese e spettacolari della prima parte di corsa: la frazione da Paestum a Napoli, un percorso che unisce paesaggi straordinari, grande partecipazione popolare e un finale tecnicamente tutt’altro che semplice. Sulla carta sembra una giornata favorevole ai velocisti, ma il finale verso Napoli potrebbe trasformare la corsa in una sfida nervosa e imprevedibile. Strade ampie alternate a restringimenti, curve, rotonde e continui cambi di ritmo renderanno fondamentale il lavoro delle squadre e il posizionamento negli ultimi chilometri. A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con Davide Cassani, voce storica del ciclismo italiano ed ex commissario tecnico della Nazionale. L’attenzione del pubblico italiano resta soprattutto sui corridori azzurri. Sono ormai passati dieci anni dall’ultima vittoria italiana al Giro, quella conquistata da Vincenzo Nibali nel 2016, e la speranza è che una nuova generazione possa presto interrompere l’attesa.
Tra i nomi più osservati c’è il giovane Giulio Pellizzari, che sta attirando l’attenzione degli addetti ai lavori per personalità e qualità in salita. “Pellizzari ha talento e coraggio”, osserva Cassani. “La cosa importante, però, è lasciarlo crescere senza caricarlo subito di troppe aspettative. Il ciclismo moderno è durissimo, soprattutto mentalmente Intanto il Giro continua il suo viaggio tra sport e racconto popolare. E la tappa verso Napoli promette ancora una volta immagini, pubblico e adrenalina da grande corsa italiana.