Per decenni l’Italia è stata considerata la patria della dieta mediterranea, il modello alimentare che ha conquistato nutrizionisti e ricercatori di tutto il mondo per i suoi benefici sulla salute. Oggi, però, secondo un recente reportage della BBC, il Paese simbolo di questa tradizione starebbe progressivamente abbandonando le proprie abitudini alimentari storiche. L’inchiesta dell’emittente britannica evidenzia una contraddizione sempre più evidente: mentre la dieta mediterranea continua a essere celebrata come patrimonio culturale e modello di riferimento internazionale, gli italiani la seguono sempre meno. Secondo i dati riportati nel servizio, soltanto una minoranza della popolazione mantiene un’alimentazione realmente vicina a quella descritta dagli studi che hanno reso celebre la dieta mediterranea nel mondo.
Al posto di frutta, verdura, legumi, pesce e olio extravergine d’oliva, nella dieta quotidiana stanno guadagnando terreno alimenti più calorici e processati. Una dieta spesso sbilanciata, povera di vegetali e caratterizzata da un crescente consumo di prodotti industriali. La conseguenza più preoccupante riguarda l’aumento dell’obesità infantile. La BBC sottolinea come l’Italia registri tassi di sovrappeso e obesità tra i bambini tra i più elevati d’Europa, un fenomeno che appare paradossale per il Paese che ha dato origine a uno degli stili alimentari più salutari mai studiati. Il reportage si è concentrato in particolare su Ponticelli. Il quartiere della periferia orientale di Napoli è stato indicato come uno dei luoghi simbolo dell’emergenza obesità infantile in Italia. Un dato che colpisce particolarmente perché arriva dalla Campania, una regione che appartiene a quel Sud Italia dove Ancel Keys studiò negli anni ’50 le basi della dieta mediterranea, diventata poi un modello alimentare riconosciuto in tutto il mondo. Oggi, però, in alcune aree della regione oltre il 40% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni risulta in sovrappeso.
Gli esperti individuano diverse cause: il ritmo di vita sempre più frenetico, la diffusione dei cibi pronti, il costo crescente di alcuni alimenti freschi e la progressiva perdita delle tradizioni culinarie familiari. Mangiare mediterraneo non significa semplicemente consumare pasta o pizza, ma seguire un modello equilibrato basato sulla varietà, sulla stagionalità dei prodotti e sulla prevalenza degli alimenti di origine vegetale. Il reportage della BBC lancia quindi un messaggio che va oltre la semplice alimentazione: il rischio non è soltanto sanitario, ma anche culturale. La dieta mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità, rappresenta infatti un insieme di conoscenze, tradizioni e stili di vita che hanno caratterizzato per generazioni le comunità italiane.La sfida per l’Italia, conclude implicitamente l’inchiesta, è recuperare quel patrimonio prima che rimanga soltanto un marchio di successo esportato all’estero, ma sempre meno presente sulle tavole degli italiani.
Come si è arrivati a questo cambiamento? E quali strategie possono aiutare le nuove generazioni a recuperare uno stile di vita più sano? Ne parliamo con il nutrizionista, il Professor Giorgio Calabrese.