L’estate è la stagione dei matrimoni, ma per molti invitati è diventata anche la stagione delle spese. Ricevere una partecipazione non significa più soltanto scegliere un regalo e presentarsi in chiesa o in municipio: oggi un matrimonio può comportare trasferte, pernottamenti, addii al celibato e al nubilato, outfit dedicati e, naturalmente, la classica busta. Se per gli sposi organizzare le nozze è un investimento importante, anche gli ospiti si trovano sempre più spesso a fare i conti con budget da pianificare. Eppure, secondo gli esperti di bon ton, la parola chiave dovrebbe restare una sola: equilibrio.
“Partecipare a un matrimonio è un gesto di affetto, non una prova di capacità economica”, spiega Elisa Motterle, esperta di buone maniere. Un principio che può sembrare scontato, ma che spesso viene dimenticato in un’epoca in cui i social network mostrano cerimonie da sogno, location spettacolari e celebrazioni sempre più elaborate. Uno dei temi più delicati riguarda il regalo. Esiste una cifra giusta da inserire nella busta? Secondo il galateo, no. Il valore del dono non dovrebbe essere commisurato al costo del ricevimento né tantomeno diventare un motivo di ansia. Ciò che conta è il pensiero e la sincerità del gesto, sempre nel rispetto delle proprie possibilità economiche.
Anche gli sposi, però, hanno una responsabilità. Le buone maniere suggeriscono di non trasformare il matrimonio in un evento che richieda sacrifici eccessivi agli invitati. Un dress code troppo rigido, una location difficile da raggiungere o una serie di eventi collaterali costosi possono mettere in difficoltà amici e parenti, generando stress anziché entusiasmo.
E se non si può partecipare? Anche in questo caso il bon ton offre una risposta semplice: essere sinceri. Declinare un invito per motivi economici non è una colpa e non dovrebbe essere fonte di imbarazzo. La cortesia consiste nel comunicare la propria decisione con tempestività e affetto, senza inventare scuse improbabili. In fondo, il significato autentico di un matrimonio resta lo stesso di sempre: condividere un momento importante con le persone care. Per questo, secondo Motterle, il vero lusso oggi non è una busta più ricca o un abito più costoso, ma la capacità di vivere la festa senza trasformarla in una competizione.
Perché l’eleganza, quella autentica, non si misura in euro. Si misura nella capacità di rispettare gli altri, ma anche se stessi. A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato proprio con Elisa Motterle, autrice del libro Il tao delle buone maniere