Dai sogni NBA ai sogni dei ragazzi, Linton Johnson a KKI: “Giocare a basket è una terapia, aiuta a scoprire il valore di mettersi in gioco, dentro e fuori dal campo”

Ci sono canestri che valgono una vittoria e altri che valgono molto di più. Linton Johnson, ex protagonista del basket professionistico internazionale e italiano, oggi ha scelto di giocare una partita diversa: quella per il futuro dei ragazzi. Lontano dai riflettori dei grandi palazzetti, Johnson ha deciso di riportare il basket dove tutto comincia, nei quartieri, nelle periferie, nei campetti spesso dimenticati dal tempo e dall’incuria. Luoghi che per molti adolescenti rappresentano non soltanto uno spazio per fare sport, ma un punto di incontro, di crescita e di speranza.

Il suo impegno va ben oltre la semplice riqualificazione degli impianti. Dietro ogni campo restituito alla comunità c’è una visione precisa: offrire ai giovani un’alternativa positiva, un ambiente sicuro in cui imparare il rispetto delle regole, il valore del sacrificio e il significato del gioco di squadra. Per Johnson il basket è stato una strada verso il riscatto personale e professionale. Per questo oggi sente il dovere di restituire qualcosa alle nuove generazioni. Ogni incontro con i ragazzi diventa un’occasione per ascoltare, incoraggiare e trasmettere fiducia. Un messaggio semplice ma potente: indipendentemente dal punto di partenza, ciascuno può costruire il proprio futuro.

Nei giorni scorsi, parlando dei progetti di recupero dei campetti, Johnson ha ribadito il desiderio di consegnare ai giovani «un luogo pulito e sicuro dove divertirsi». Un obiettivo che racconta perfettamente la sua filosofia: investire sugli spazi significa investire sulle persone. Non è un caso che il suo motto sia diventato ormai un manifesto educativo prima ancora che sportivo: «Get in the game». Entra in gioco. Mettiti in gioco. Un invito rivolto ai ragazzi a credere nelle proprie capacità, a non restare spettatori della propria vita e a trovare nello sport una palestra di valori da portare anche fuori dal campo. Perché un canestro può insegnare molto più di una tecnica. Può insegnare la resilienza dopo una sconfitta, la condivisione dopo una vittoria e il rispetto dell’altro in ogni momento della partita.

Ospite a Radio Kiss Kiss Italia, Linton Johnson continua così a essere un gigante del basket. Non soltanto per i suoi oltre due metri di altezza, ma per la capacità di guardare oltre il parquet e vedere, in ogni ragazzo che entra in un campetto, un potenziale campione della vita.

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