Guerra Iran, effetti su benzina e bollette. Vincenzo Rienzi a KKI: “Inevitabile l’aumento dei prezzi dei carburanti. Per le bollette, controllare i dati contrattuali”

La guerra in Iran sta riaccendendo le tensioni sui mercati energetici e facendo salire i prezzi di petrolio e gas. Al centro delle preoccupazioni c’è lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico da cui transita circa un quinto del greggio mondiale: ogni minaccia alla navigazione provoca immediati scatti in alto delle quotazioni.

Il rincaro del petrolio si riflette rapidamente sui distributori: benzina e diesel aumentano nel giro di pochi giorni, perché l’Italia importa gran parte del greggio che raffina. Anche il gas naturale segue la stessa dinamica, spingendo verso l’alto le bollette di luce e riscaldamento.

I Paesi produttori riuniti nell’OPEC monitorano la situazione, ma in caso di conflitto prolungato il rischio è una nuova ondata inflattiva. Per famiglie e imprese significa costi più alti per trasporti, energia e beni di consumo, con effetti a catena sull’intera economia.

A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con l’avvocato Vincenzo Rienzi del Codacons

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