Massimiliano Gallo: “Maradona ha salvato la vita a Paolo Sorrentino. E’ stata la mano di Dio è una carezza”

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E’ stato presentato a Napoli l’ultimo film di Paolo Sorrentino. In E’ stata la mano di Dio, il premio Oscar torna  nella Napoli della sua gioventù per raccontare il turbolento racconto di formazione di un ragazzo, una storia resa ancora più intensa dal legame personale che presenta con il passato del suo stesso autore. È una storia più personale e decisamente più emozionale di tutte quelle che ha raccontato in precedenza. È un’immersione in una memoria viva, in un bellissimo mondo imperfetto che non sarebbe potuto durare. Ma è anche la struggente descrizione dell’impulso ad andare avanti, a creare, a cogliere qualunque sconcertante occasione si presenti, anche in mezzo a un immenso dolore.

A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con Massimiliano Gallo, tra gli interpreti del film

Ida: buongiorno!

Gallo: buongiorno a tutti

I: tra poco parleremo del tuo personaggio nel film di Sorrentino, prima però vorrei dare qualche numero: in 12 anni hai fatto 35 film e 15 serie tv. Numeri pazzeschi

G: ho dovuto recuperare. Sono stato impegnato con il teatro però ho cominciato tardi e quindi dopo ho avuto questa smania per cui ho fatto 3/4 film all’anno e ho recuperato. Tra l’altro ho avuto il piacere di lavorare con registi straordinari perché ho cominciato con Marco Risi, subito dopo con Ozpetek fino poi ad alternarmi tra Garrone e Sorrentino, regali dunque uno più bello dell’altro.

I: e proprio con Paolo Sorrentino hai partecipato al suo E’ stata la mano di Dio in cui interpreti Franco. Chi è il tuo personaggio?

G: Franco fa parte del gruppo della famiglia di Paolo, è il marito di Luisa Ranieri che interpreta zia Patrizia. Ho visto il film per la prima volta  alla presentazione napoletana perché a Venezia io ero andato con un altro film. E’ stata la mano di Dio è un’emozione incredibile, una carezza, è un film straordinario che avrà, e spero, un successo incredibile di pubblico perché è la condivisione non solo  di quel dolore ma anche di tutto un periodo che ci ha sempre affascinati, quello dell’adolescenza. Un viaggio di un adolescente che deve diventare grande ma lo deve fare all’improvviso. Anche il messaggio è molto bello rispetto all’adolescenza e rispetto  alla forza che devi avere per affrontare la vita, per ricostruirti. Paolo aveva bisogno di fare questo film, aveva bisogno di raccontare questa storia  e io mi sento chiaramente orgoglioso ed onorato di aver partecipato a questo racconto. Noi che facevamo parte della famiglia e che eravamo sul set ci sentiamo tutti coinvolti e ci ritenevamo particolarmente fortunati. C’era un’atmosfera molto bella, molti di noi hanno grande stima per il lavoro che facciamo, siamo amici quindi ritrovarsi in quelle tavolate di famiglia è stata veramente tanta roba

I: tra realtà e finzione. Un gruppo di amici e bravissimi attori di cinema e teatro che rappresenta il fiore all’occhiello delle produzioni audiovisive in Italia in questo momento

G: fortunatamente sì. E’ da un po’ che a Napoli i set si susseguono, anche in numero incredibile. E’ una città che accoglie e che quindi raccoglie anche le contaminazioni, racconta un po’ tutto quello che succede qui. Sembra un piccolo universo più che una città e, quindi, artisticamente sono tutti un po’ stimolati dal raccontarla o comunque dallo sfiorarla nei loro racconti. In questo caso, è chiaro che Napoli è anche protagonista rispetto al racconto di Paolo che è nato e vissuto a Napoli. La città è presente nel film che ci riporta agli anni  ‘80 raccontati in maniera straordinaria con le ricostruzioni. Sembra di fare un viaggio nel tempo. Ho rivisto il walk man

I: insomma simboli iconici di quel decennio. Anche un po’ di nostalgia?

G: nostalgia per un periodo che per me è stato bellissimo. Anche per me corrispondeva all’adolescenza. Io e Paolo abbiamo più o meno la stessa età, io sono un più grande, però quello dell’adolescenza della scoperta di emozioni che non hai ancora vissuto, delle paure ma anche delle speranze infinite che hai quando sei giovane. E poi gli anni ‘80 erano fighi, diciamolo

I: se parliamo degli anni ’80 e qui torniamo anche al titolo del film di Paolo Sorrentino, il pensiero va a Maradona che non viene mai citato ma è costantemente presente nel film così come immagino anche nella tua vita

G: sì perché lui racconta molto bene questo personaggio tra il mitico e il mistico. Quando arrivò a Napoli era come un extraterrestre, era qualcosa di impensabile. Arrivava in un Napoli che era a metà classifica, a volte sfiorava anche classifiche peggiori per cui quando arriva in questa società che non era organizzata per accoglierlo diventa un alieno in un campo di calcio non preparato. C’è stata poi un’identificazione rispetto al personaggio e il personaggio si è completamente identificato in questo popolo che ha permesso poi di renderlo immortale. Ancora oggi, a distanza di molti anni e soprattutto alla luce del fatto che molti bambini non lo hanno neanche sfiorato e che comunque ce l’hanno come mito, insomma significa tante cose. Paolo lo racconta bene perché racconta anche la speranza della Napoli nell’arrivo di questo extraterrestre. E poi lui è legato da un doppio filo a questa storia perché alla fine è anche colui che, tra virgolette, gli avrebbe salvato la vita. E’ raccontato molto bene.

I: ma tu c’eri quando questo alieno è spuntato fuori al San Paolo?

G: io c’ero. Io pagai 3000 lire per andarlo a vedere. C’erano 70 mila persone, lui fece un giro di campo, salutò, fece dei palleggi, disse tre parole e noi eravamo già in estasi. Feci l’abbonamento in curva B, dopo due anni nei distinti, quindi ho visto il Napoli degli scudetti, delle Coppe e ti dico che ogni volta che entrava anche in allenamento il biglietto era già pagato. Aveva un grande senso dello spettacolo, sapeva che la gente pagava il biglietto

I: intanto tra una settimana arriverà il primo anniversario della sua scomparsa ma, come dicevi tu, è immortale. Ed è così che lo vogliamo pensare.  Massimiliano, grazie di aver viaggiato con noi. Ricordiamo E’ stata la mano di Dio, nuovo film di Paolo Sorrentino al cinema dal 24 novembre. Con te ci sentiremo presto.

G: grazie e buona vita!

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