Nuove regole codice della strada, Biserni a KKI :”monopattini, giro di vite su cosa?”

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Entrano in vigore il 10 novembre le nuove regole del codice della strada. Previste nuove sanzioni per chi usa tablet, pc e altri dispositivi elettronici che comportano il distacco delle mani dal volante, dunque non solo smartphone. Multe più salate e taglio dei punti sulla patente triplicati per chi parcheggia negli spazi dedicati ai disabili e, sempre a proposito di parcheggi, previsti posti per donne incinte e per genitori con figli sotto i due anni.

Tra le novità, ci sono anche nuove regole per i pedoni e l’attraversamento stradale nonché per chi usa i monopattini. Su questi due ultimi punti, a Radio Kiss Kiss Italia è intervenuto Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, l’associazione sostenitori amici della polizia stradale.

Ida: Dott. Biserni buongiorno

Biserni: buongiorno Ida

I:  tra le varie nuove regole del Codice della strada, ci siamo soffermati sull’attraversamento sulle strisce pedonali. Quando si riesce ad attraversare prima di mettersi in ginocchio e pregare l’automobilista a fermarsi

B: esatto, a volte si vede il pedone che ringrazia sentitamente per aver ottenuto un  suo chiaro diritto. Su questo punto, la normativa non è che cambia tanto, più o meno era uguale anche prima. Leggiamo che bisogna far passare non solo chi è sulle strisce ma anche a chi si accinge, si appresta. Se è a bordo strada ed evidentemente si capisce che deve attraversare, noi dobbiamo già fermarci quando è in procinto ,quasi come succede in Austria e altri Paesi più evoluti

I: tra i vari punti, presunti nuovi, del codice della strada c’è anche quello sui monopattini. Cosa pensa di queste novità?

B: penso che “presunti tali” mi piace moltissimo nel senso che lei ha centrato già l’argomento. Si lancia questa campagna con la stretta sui monopattini, giro di vite sui monopattini. Qui nessuno vuole criminalizzare questo nuovo mezzo di trasporto moderno, snello, veloce, non inquinante. E’ stato spesso usato in modo indiscriminato e interpretato più come un gioco che come un mezzo di locomozione ed ha causato, oltre a numerosi incidenti, molte ansie. Quando giro, specie di sera, vivo un’ansia continua perché sono poco visibili, spuntano all’improvviso. Questi nuovi provvedimenti non hanno apportato nessun giro di vite, anzi il giro di vite c’è stato, ma in senso contrario nel senso che si è allentata la vite. Diciamo subito il perché. Intanto come Asaps avevamo chiesto che il monopattino fosse dotato del targhino, quindi identificabile, perché è inutile dire che la velocità è passata da 25 a 20 km orari, chi è che la controlla? Con quali modalità? E se anche si mette un attrezzo per misurare la velocità, se questo non ha targhino passa e saluta gli agenti e dice :” ciao, ci vediamo più tardi”.  No targhino, no assicurazione, ma come mai? Stiamo scherzando? E se questo monopattino mi inforca, mi butta a terra, mi fa male, mi rompe un femore o anche peggio, chi è che viene a pagare i danni che ho subito? Voglio ricordare che quelli in sharing sono già assicurati ma tutti quelli privati, no. Poi si parla di giro di vite su che cosa? Lei pensi che una svista, e mi auguro che sia tale, ai luoghi dove potranno viaggiare i monopattini – che sono le strade urbane con velocità di 50 km all’ora e già qui c’è un errore perché era meglio dire fino a 50 km, poi le aeree pedonali, piste ciclabili, le corsie preferenziali – hanno aggiunto improvvisamente questa frase “ovvero  in tutte le strade in cui è possibile la circolazione dei velocipedi”. Ma scusate, allora questo cosa vuol dire? Se lo leggiamo in questa chiave siamo in alto mare perché i velocipedi possono circolare anche sulle statali e le provinciali non munite di piste ciclabili. Immaginate la scena, vedere i monopattini di sera o di notte o anche di giorno lungo una statale o altre strade senza pista ciclabile con questo incedere a volte incerto, chi potrebbe avere la peggio. Questo è un errore clamoroso. L’altro fatto di cui nessuno parla è quello delle sanzioni che sono state diminuite. Prima, per chi utilizzava i monopattini in modo improprio ovvero viaggiando in due o trainando qualcosa o osservando le regole, le sanzioni andavano dai 100 ai 400 euro che diventavano 75 euro circa se pagati entro 5 giorni. Ora vanno da 50 a 250 euro, il che vuol dire che la sanzione di 50 euro possono diventare anche 35 euro con la riduzione dei 5 giorni. Se si fa guidare un monopattino a un minore di 14 anni, al genitore arriverà una sanzione di 50 euro che poi diventano 35 e questo anche se lo usa un poco più che un bambino. Chi viene a dirci che ‘è stato un giro di vite, un giro di vite di che? perché avete abbassato la velocità da 25 a 20 km che nessuno accerterà mai?

I: sembra tutto all’italiana.

B: è vero che ci sono anche cose buone, come il parcheggio per i disabili, quello per le donne in attesa e con bimbi sotto i due anni. Ma poi ne parleremo

I: e allora a presto!

B: a presto!

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