Riapertura scuola dopo vacanze, Giannelli (ANP): “Sono favorevole al vaccino agli operatori scolastici”

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Oggi sarebbe dovuta ripartire la scuola in presenza per gli istituti superiori dopo oltre due mesi di lezioni a distanza ma solo qualche regione ha riaperto. Questo dipende anche dalle varie ordinanze regionali.
Insomma qual è la situazione? A bordo del Treno delle 8 è intervenuto il Prof. Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione dei Presidi.

Ida: buongiorno ho il professor Giannelli

Giannelli: buongiorno a tutti gli ascoltatori

I: ci siamo lasciati prima delle vacanze di Natale, qualche settimana fa, pensando poi ad una riapertura, ad un ritorno tra virgolette alla normalità e invece che cosa che succede?
G: Beh abbiamo di fronte un ritorno alla normalità molto differenziato da regione a regione. Innanzitutto ricordo che il governo ha deciso di differire la ripresa in presenza degli studenti delle scuole superiori dal 7 gennaio cioè oggi all’ 11 gennaio, dunque pochi giorni che ovviamente non cambia molto. Poi però su questo si sono appunto innestate le decisioni di molte regioni, di una decina a occhio e croce, che hanno deciso di spostare il calendario molto più in là, alcune addirittura al 31 gennaio. Parlo sempre delle scuole superiori e altri invece con una certa gradualità e quindi il quadro è molto composito. La ragione essenziale di questo differimento è da ricercare nell’esigenza della riorganizzazione dei trasporti pubblici. Gli studenti delle superiori li utilizzano sicuramente e quindi tutto il lavoro che non si è riusciti a fare finora, diciamo di riorganizzazione e di messa in sicurezza di questi trasporti, lo si è fatto praticamente a partire da metà dicembre in poi e sicuramente non può dirsi concluso nella totalità delle regioni

I: mettere mano al sistema dei trasporti è fondamentale appunto per la riapertura delle scuole però non è che si senta di qualche programma particolare o di qualche organizzazione particolare. Se andiamo avanti così le cose andranno per le lunghe

G: sì, è quello che dico anch’io anche perché l’organizzazione dei trasporti locali per l’appunto avviene su base locale non su base centrale e qu indi in ogni provincia praticamente quasi ogni comune c’è un sistema di trasporti differente. I tavoli provinciali, quelli istituiti presso le prefetture dal Dpcm del 3 dicembre hanno avuto sicuramente un grosso lavoro da fare per riuscire a riorganizzare tutto questo non sempre, secondo me, riscendendoci in modo perfetto. D’altronde quello che non è stato fatto in tutti questi mesi è indubbiamente difficile farlo in due o tre settimane.

I: beh assolutamente sì. Intanto professor Giannelli, leggevo delle dichiarazioni di Matteo Renzi che ha proposto di vaccinare tutti i docenti delle scuole medie e delle scuole superiori con il lotto dei vaccini che sta per arrivare nei prossimi giorni. Questo perché, stando ad alcune notizie, molti insegnanti comunque avrebbero paura di tornare in presenza. Qual è la situazione dal suo punto di vista?

G: innanzitutto, dico subito che io sono anche favorevole al fatto che gli operatori scolastici siano fra i primi a essere vaccinati probabilmente subito dopo il personale sanitario e per una ragione essenziale: il personale scolastico è a contatto con molte persone, con tanti ragazzi quindi in questi casi oltre a tutelare la salute del singolo docente, si tutela la salute collettiva in quanto, vaccinando il docente, si impedisce che possa trasferire il contagio da un ragazzo ad un altro ragazzo per dire. Quindi sarebbe molto importante dare massima priorità possibile a tutti gli operatori scolastici. Per quanto riguarda i timori, li comprendo. Dobbiamo ricordare che la classe docente non è particolarmente giovane, ricordo che oltre il 40% dei docenti ha più di 55 anni e come sappiamo le conseguenze del covid sulle persone con una certa età con altre comorbilità possono essere più serie, quindi un certo timore diffuso c’è. Però ricordiamo anche che l’istituto superiore di sanità ha diffuso nei giorni scorsi un rapporto dal quale si evidenzia che soltanto il 2% dei focolai in Italia sono stati interni alle scuole e di questi, se prendiamo le scuole superiori, il numero si riduce allo 0,8%. Questo a conferma di quello che abbiamo sempre detto cioè che le scuole, gli ambienti scolastici sono abbastanza sicuri. Certo non possiamo essere sicuri quello che accade al di fuori della scuola perché le regole sono meno rispettate

I: è chiaro, tutto quello che si può fare è sempre all’interno della scuola. Intanto Professor Giannelli, oggi sono previste diverse manifestazioni, ci sono dei genitori che vanno a protestare per esempio in Campania davanti alla regione contro la dad. Ci sono molti studenti che pensano ad uno sciopero proprio della didattica a distanza. Cosa vuole dire a queste persone che comunque vorrebbero che la scuola riaprisse se non in maniera definitiva ma almeno per un periodo più lungo.

G: indubbiamente questo stato di incertezza sta creando delle tensioni. Adesso si stanno creando dei gruppi di opinione all’interno del sistema scolastico per cui alcuni vorrebbero addirittura rinviare la ripresa delle lezioni in presenza dopo la conclusione della campagna vaccinale. E poi abbiamo altre posizioni che dicono no, i ragazzi hanno subito dei danni alla loro crescita, bisogna tornare il prima possibile alla didattica in presenza. Questa polarizzazione sulle posizioni estreme io la giudico negativamente. Indubbiamente io sono a favore dell’idea di riprendere la frequenza il prima possibile, su questo non ci sono dubbi perché a subire di più sono soprattutto le frange più deboli della nostra società, quelli che non hanno alle spalle delle famiglie solide diciamo abbastanza dotate di mezzi culturali ed economici. Solo qui riescono a sopravvivere tra virgolette con maggior sicurezza e a subir meno danni da questa situazione, quindi sicuramente bisogna fare di tutto per mettere in sicurezza i trasporti perché questo adesso questo è il problema ed evitare l’ingresso degli studenti alle 10:00 perché è troppo tardi. Gli studenti che frequentano scuole con sei ore di lezione arriverebbero a casa troppo tardi, dovrebbero cenare e poi non avrebbero di fatto il tempo per studiare. Io penso che si dovrebbe dare priorità agli studenti nella fascia oraria dalle 8 ed eventualmente ritardare l’apertura degli esercizi commerciali

I: e qui si aprirebbero altri dibattiti… intanto noi la ringraziamo di essere stato con noi e ci risentiamo molto presto visto che il clima di incertezza non credo che passi tra qualche giorno.

G: penso proprio di no. Intanto Lasciamoci con un augurio di buon anno, speriamo che la situazione migliori presto

I: esattamente! grazie professor Giannelli, buon lavoro

 

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