Mancano ormai una decina di giorni alla prima campanella dell’anno scolastico 2026/2027 e per oltre 2 milioni e mezzo di bambini italiani tra i 6 e i 10 anni è già iniziato il conto alla rovescia. Per molti, però, settembre non significa soltanto tornare sui banchi: significa anche riprendere ritmi, regole e abitudini dopo settimane di vacanza. E c’è un grande classico di fine estate: i compiti delle vacanze ancora da terminare. Che cosa fare se quaderni e libri sono rimasti praticamente intatti?
La parola d’ordine, secondo la maestra Federica, è evitare le corse. I compiti estivi alla scuola primaria sono generalmente pensati come uno strumento per mantenere un minimo di allenamento, soprattutto nella lettura e nella scrittura, e gli ultimi giorni di vacanza non dovrebbero trasformarsi in una maratona.
Meglio quindi creare ogni giorno un piccolo momento dedicato allo studio, in un ambiente tranquillo e senza distrazioni. Non necessariamente ore sui libri. L’obiettivo non è arrivare al primo giorno di scuola con tutto perfettamente completato a qualunque costo, ma riabituare gradualmente il bambino ai tempi e alle modalità della scuola.
Per alcuni bambini, però, settembre rappresenterà un cambiamento molto più significativo. È quello dei ragazzi che lasciano la scuola primaria per entrare alla secondaria di primo grado. Cinque anni trascorsi in un ambiente nel quale l’insegnante conosce profondamente i propri alunni, ne segue da vicino il percorso e spesso accompagna anche gli aspetti emotivi della crescita, lasciano il posto a un sistema più articolato: diversi professori, più materie, nuovi compagni, maggiore autonomia e anche una diversa modalità di valutazione. Un cambiamento che può avere un forte impatto.
A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con Maria Federica De Gasperis, meglio conosciuta come Maestra Federica.