SANREMO 2021, ERMAL META:”UN MILIONE DI COSE DA DIRTI, UN PEZZO CHE MI EMOZIONA”

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Ne è passato di tempo dal quel 2006 quando Ermal Meta si imponeva per la prima volta al Festival di Sanremo. Da allora la sua carriera è costellata di successi. Questa sera sarà sul palco dell’Ariston, intanto è nostro ospite a Radio Kiss Kiss Italia.

Sara: ormai sei un veterano. Questa sera ti esibirai per la prima volta, non vediamo l’ora di ascoltare “Un milione di cose da dirti” tu come ti senti?

Meta. grazie, io sto bene, riflettevo sulla tua presentazione. Sono passato nel giro di qualche anno dall’essere una giovane proposta a un veterano del festival e questo mi fa sorridere!

S: noi ti seguiamo dai tempi della prima band, La fame di Camilla, è stato un lungo percorso, c’è qualche ricordo particolare che hai delle varie partecipazioni?

M: beh, sono pieno di bellissimi ricordi e cose particolari. Ricordo la prima volta che andai con La fame di Camilla, un momento pazzesco arrivammo con questo furgone stracarico odi strumenti perché eravamo in tour e interrompemmo il tour per una settimana. Ci ritrovammo al festival in mezzo a delle situazioni che noi come band non avevamo mai vissuto. Ne è passata di acqua sotto ai ponti, ma è sempre bello essere qui

S: e delle partecipazioni più recenti? Qualche imprevisto o ricordo in particolare?

M: in ogni edizione c’è stato un imprevisto, quasi sempre. In particolare ricordo il 2018 è stato pieno di imprevisti, ma alla fine il fatto di affrontare quell’esperienza di quell’anno con Fabrizio Moro di cui sono grande amico è stato bello. Ci siamo dati forza a vicenda, protetti a vicenda e si alla fine abbiamo anche vinto.

S: lo hai sentito Fabrizio Moro in questi giorni, che cosa ti ha detto?

M: sì, l’ho sentito qualche giorno fa, mi ha scritto un messaggio. Mi ha detto che mi avrebbe supportato, avrebbe fatto il tifo per me ma non avrebbe guardato il festival perché è chiuso in sala montaggio a montare il suo film.

S: un milione di cose da dirti, una ballad d’amore senza temi sociali, politici. Raccontaci com’è nata.

M: questa è una canzone molto semplice e com’è nata non te lo saprei dire perché le canzoni ha una loro magia seguono una loro strada, ad un certo punto ti scelgono e decidono di venire al mondo attraverso di te. Una canzone che mi emoziona che non vedo l’ora di cantare sul palco

S: come sarà cantarla con l’Ariston vuoto?

M: in realtà l’ho già fatto, sarà come in prova come nella prova generale in genere in prova la platea è vuota, a questo giro no sarà così, ma l’emozione di essere in diretta e sapere che ci sono milioni di persone a guardarti sicuramente farà la differenza.

S: le canzoni ti vengono a trovare e tu sei un grande autore che ha scritto per tantissimi artisti. Ti capita mai di scrivere una canzone per qualcun altro e di volerla poi tenere per te?

M: per la verità mi capita da cinque anni da quando è iniziato il mio percorso solista, personale, ormai scrivo solo per me stesso

S: arriviamo alla serata delle cover, domani, giovedì. Tu hai scelto la canzone “Caruso” di Lucio Dalla, la canterai domani 4 marzo. Ci sono delle coincidenze incredibili, le hai calcolate?

M: No, è stato assolutamente un caso, lo giuro! Non ci avevo minimamente pensato, è stata una coincidenza che mi ha sorpreso tantissimo e sono davvero molto molto felice e sarà il mio modo per augurare buon compleanno ad un grandissimo artista come Lucio Dalla.

S:Lucio Dalla esprime con la canzone “Caruso” il suo legame con la città di Napoli e questo legame tu lo vai a sottolineare ancora di più con la scelta della Napoli Mandolin Orchestra che sarà lì ad affiancarti. Com’è questa storia, questo legame d’amore con Napoli?

M: Da quando ho cominciato fare musica, ho trovato nel pubblico campano e soprattutto nella città di Napoli un supporto straordinario. La prima volta che sono stato a Napoli sono rimasto folgorato dalla bellezza ma anche dalla vitalità che si respira ad ogni angolo, l’ho sentita subito come fosse una città in cui avevo vissuto per anni, pur non avendoci mai vissuto. Non saprei spiegarlo meglio di così, mi sento molto legato a Napoli e ai napoletani. Ho scelto questa canzone perché nella sua melodia e nella sua energia rappresenta la città e ho voluto al mio fianco dei mandolinisti che fossero napoletani così insieme al maestro dell’orchestra abbiamo scoperto la Napoli Mandolin Orchestra e ci siamo messi in contatto con loro. Ovviamente loro non possono essere presenti tutti perché sono più di dieci e le attuali norme permettono massimo quattro persone. Per questo motivo saranno in quattro sul palco con me.

S: a proposito del tuo legame con la città, è vero che tifi Napoli?

M: assolutamente sì, lo confermo con grande orgoglio.

S: ti stai arrabbiando per come sta andando il campionato?

M: si può dare di più però se si considera il calendario che c’è stato, la frequenza con cui si gioca e soprattutto l’aspetto psicologico… non è facile giocare in un periodo del genere

S: le stesse difficoltà che probabilmente incontrano anche i musicisti che per esempio stanno pubblicando un album in questo momento. Tu pubblicherai il 12 marzo Tribù Urbana, dispiace pubblicare un album e non poter fare un tour?

M: aspetteremo, sicuramente dispiace, intanto pubblico questo disco perché voglio condividere con chi mi segue, mi vuole bene e mi ascolta, con ognuno di loro quello che ho fatto e non appena sarà possibile cantare su tutti i palchi possibili.

S: ti aspetteremo sotto questi palchi, intanto un in bocca al lupo forte e un abbraccio.

M: grazie mille, a presto.

 

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