In uscita con il suo nuovo album “Mustang” e in giro per l’Italia con il suo tour unplugged, Biagio Antonacci è passato a salutarci in pausa pranzo con Sara Lotta.
Con una lunga carriera all’attivo iniziata nel 1988 a Sanremo, l’artista ha ancora tanta voglia di raccontarsi, ma soprattutto di ritrovare le sue origini.
“Da piccolo mi diedero il soprannome di Mustang perché giocavamo a fare gli Indiani ed io con la mia pazzia mi ero aggiudicato quel soprannome. Ero un corpo libero con la testa altrove proprio come un cavallo indiano. Se qualcuno aveva in problema io facevo di tutto per aiutarlo, se qualcuno perdeva un anello in un lago io mi tuffavo per andare a prenderlo. Tutte cose che fanno i pazzi e che ho realmente fatto”, ci racconta Biagio, insomma “La la mia testa non l’ho mai persa, ma non l’ho mai trovata”.
Sara: “e di questo disco cosa ci racconti?”
Biagio: “Avevo voglia di tornare a fare cantautore puro con la chitarra. Il disco è nato pensando tanto, ma è stato realizzato in pochissimo tempo. Ho voluto fare un disco in cui ci ho messo la faccia”.
Sara: “la collaborazione con Sayf com’è nata?”
Biagio Antonacci: “Sayf è venuto a casa mia prima di fare Sanremo. Sembra un ragazzo molto fragile, ma fragile non è perché è pieno di cose da raccontare e pieno di sicurezza che viene dal suo talento. In pochi secondi ha scritto la sua strofa.”
Sara: “Al momento sei a Pompei per le ultime tre date, una scelta di tornare ad una visione della musica più intima “
Antonacci: “Gli stadi danno tanta energia, torni a casa che hai visto tutti, ma non sai se tutti hanno visto te. Con questo tour ho voluto fare una cosa diversa. Tante date consecutive in uno stesso luogo in modo da poterci stare più tempo vivendo e riscoprendo il territorio, la provincia. Io sono un ragazzo di periferia e questo mi permette di sentirmi molto a mio agio nelle province”.
Sara: “tra le canzoni del disco c’è la canzone “Vivere con un’idea” un testo sull’importanza dei no.
Biagio: “Non puoi impossessarti degli altri, devi rispettare i no degli altri, me lo hanno insegnato i miei genitori. Gestire la propria euforia a favore della libertà degli altri è fondamentale, soprattutto noi maschi dobbiamo imparare ad accettare i no.”
Sara: “E ora cosa farai dopo il tour?”
Biagio: “Non so cosa farò, andrò in giro con il disco, poi mi riposerò, non voglio essere logorato dalla logica di cosa fare. Non vorrei che pensare troppo alla mia età diventi un lavoro. Per me questo non è lavoro, continua ad essere una grande fortuna che mi è capitata “.
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