Giornata mondiale del libro, Mininno: “La biblioterapia aiuta la mente e le emozioni”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print

 

Come ogni anno, anche in questo 23 aprile 2021 si celebra la Giornata mondiale del libro. L’iniziativa è confortata dai dati positivi relativi alla lettura e alla vendita dei libri nel primo trimestre. Rispetto all’anno scorso c’è stato un incremento del 26,6%. Insomma un buon romanzo o un saggio interessante sono diventati la via di fuga mentale dalla pandemia. Ed è proprio questo uno dei punti fondamentali della biblioterapia, la cura dell’anima con la medicina. A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con Rosa Mininno, psicoterapeuta e pioniera della biblioterapia.

Ida: buongiorno e buon viaggio insieme a noi

Mininno: buongiorno e grazie per il viaggio

I: lei a bordo del Treno delle 8, ma con i libri quanto si viaggia?

M: moltissimo. Si viaggia non solo nella realtà ma anche dentro se stessi. E’ un mondo, a volte, anche sconosciuto e molto affascinante. Non possiamo conoscerci completamente e, attraverso i libri, ci scopriamo invece in ogni momento della nostra vita. Possiamo leggere anche uno stesso libro a distanza di anni ed esserci di grande stimolo proprio per approfondire la conoscenza cdi noi stessi perché può sempre dirci qualcosa di nuovo e di inedito.

I: ma può anche spaventare nel senso di scoprire qualcosa che non ci piace o che è subentrato con gli anni. Può accadere anche questo?

M: sì, assolutamente. D’altra parte noi siamo degli esseri in movimento e come siamo dipende dalla nostra vita. Ognuno di noi è la sua storia e quindi ci sono aspetti che possono piacerci e altri che non ci piacciono tanto. E che si riflettono anche nella letteratura, in alcuni personaggi proprio attraverso il meccanismo dell’identificazione. Noi possiamo identificarci con alcuni personaggi che ci somigliano oppure perché hanno qualcosa che noi non abbiamo e che ci piacerebbe avere. Poi ci sono altri personaggi che non ci piacciono proprio e quindi rifiutiamo, magari anche qualche aspetto di noi.

I: è come guardarsi allo specchio. Entriamo nello specifico, cos’è la biblioterapia?

M: la biblioterapia è una tecnica che è nata all’interno della psicoterapia agli inizi del ‘900 in America quando uno psichiatra americano cominciò a prescrivere l lettura di libri ai suoi pazienti che erano in clinica per la depressione notando dei miglioramenti. Da allora si sono sviluppate molte ricerche, soprattutto nel mondo anglosassone. Dal 2006 ho fondato il sito www.biblioterapia.it. Si tratta, comunque, di lettura scelta e guidata a fini terapeutici ma anche educativi e formativi per cui non parliamo semplicemente di promozione della lettura ma di un processo guidato, appunto, da uno specialista.

I: dunque i libri vengono scelti in maniera ragionata

M: certamente. Noi individuiamo questo percorso di lettura perché non è assolutamente sufficiente un libro. Un libro può essere illuminante, sicuramente, ma in biblioterapia si fa un percorso guidato e modellato su quella persona con disturbi in base ai fini educativi e formativi che vogliamo raggiungere. Si può fare anche in gruppo sempre con una persona competente perché la lettura suscita azioni, riflessioni, considerazioni. I libri non sono neutri, ci sono buoni libri e ci sono cattivi libri. Un esempio di cattivo libro potrebbe essere quello che recita ” Guarisci in 24 ore dalla depressione, dall’ansia e da tanti altri disturbi”. Questi fanno male perché in realtà sono dei libri commerciali e non servono. Non si guarisce da questi problemi da 24 ore ma bisogna lavorare su se stessi. Un buon libro, invece, illumina e apre la mente, suscita delle emozioni

I: che libro consiglia a chi, soprattutto in questo momento, è in preda ad ansie e paure?

M: bisogna lavorare su questo atteggiamento mentale, ansioso. In questi tempi di pandemia, c’è l’ansia per il futuro, l’incertezza che determina uno squilibrio emotivo. Quindi noi dobbiamo intervenire proprio su questo aspetto e risvegliare anche quel potenziale creativo che ci aiuta a uscire dal tunnel attraverso proprio la capacità critica, empatica di risolvere i problemi creativamente non in maniera distruttiva con la rabbia come, invece, succede molto spesso. Oltre ai romanzi, ai classici che sono una fonte inesauribile di storie attraverso le quali possiamo imparare a conoscerci. Ci sono autori come Seneca, Tacito di un’attualità estrema, ci sono poi dei bei saggi come nel caso dell’empatia e dell’emotività che possono darci veramente tanto. In questo caso, penso a Goleman per l’educazione emotiva e per lavorare sull’empatia, questa capacità di riconoscere il valore dell’altro, di comprendere. Abbiamo tanto bisogno di comunicare, di recuperare questa capacità, di risolvere il conflitto da quello più semplice a quello più complesso attraverso il dialogo e la ricerca di soluzioni. La rabbia che purtroppo è anche normale, fa parte di noi, delle nostre emozioni che non vanno rinnegate ma gestite e questa capacità noi la possiamo acquisire attraverso l’esperienza ma la lettura ci dà una grande possibilità proprio di imparare a gestire le nostre emozioni, le capacità critiche e fa molto bene al cervello perché attira le aree cerebrali e noi normalmente viviamo quando viviamo queste esperienze. Leggendo è come se noi vivessimo quelle stesse esperienze

I: e allora non ci resta che tuffarci nella lettura. Grazie di aver viaggiato noi

M: grazie a voi e buona Giornata del libro

 

RIASCOLTA L’INTERVISTA

Notizie del giorno

ti potrebbe interessare