
Al Festival di Sanremo 2026 arrivano uniti, dentro e fuori dal palco: LDA e AKA7EVEN portano in gara “Poesie clandestine”, un brano nato quasi per gioco e diventato in poco tempo uno dei progetti più chiacchierati di questa edizione.
Il loro legame è evidente, sincero, spontaneo. «Stiamo sempre insieme», raccontano sorridendo. Un’amicizia che si sente anche nella musica e che affonda le radici in momenti di quotidianità condivisa. L’idea del brano? Nessuna strategia a tavolino: “Poesie clandestine” è nata in freestyle, durante alcuni giorni di relax a casa di Luca, a Roma. Tra una risata e una sessione in studio “per scherzare”, è venuta fuori una canzone che li ha convinti subito. Tanto da chiedersi: perché non portarla a Sanremo?
La risposta del pubblico è stata immediata. Oltre all’ottimo riscontro radiofonico, per il duo è arrivata anche la soddisfazione della cinquina: un risultato che, ammettono, non si aspettavano. «Siamo andati senza aspettative», spiegano, «ma con tanta voglia di divertirci e fare musica».
E non finisce qui. Il 6 marzo uscirà il loro album, intitolato proprio “Poesie clandestine”: un progetto costruito in appena 16 giorni, con una tracklist di inediti che promette versatilità e nuove sfaccettature. Dalle incursioni in napoletano a brani più cantautoriali, LDA e AKA7EVEN mostrano lati ancora inesplorati del loro percorso artistico.
Cosa li distingue? «Nel quotidiano siamo diversi: Luca è più mattutino», scherzano. Ma in studio diventano una cosa sola: «Entriamo, focus totale, siamo due razzi». Energia, concentrazione e adattabilità sono il loro punto di forza.
Per la serata cover saliranno sul palco insieme a Tullio De Piscopo sulle note di “Andamento lento”, un classico che promette di accendere l’Ariston. «Abbiamo preparato lo sprint finale, siamo super gasati», assicurano. Complicità, entusiasmo e voglia di sperimentare: a Sanremo 2026 LDA e AKA7EVEN non sono solo un featuring, ma un progetto destinato a crescere. E “Poesie clandestine” è solo l’inizio.