SANREMO 2021, MANESKIN:”SAPPIAMO QUAL E’ LA NOSTRA STRADA E NON CAMBIAMO IDEA”

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Carismatici e talentuosi, i Maneskin hanno portato il loro rock al Festival di Sanremo. Originale anche il loro outfit tra glam rock e dandy alla Oscar Wilde. Ne abbiamo parlato a Radio Kiss Kiss Italia

Sara: Benvenuti ai Maneskin, in gara al festival di Sanremo e anche al centro di una gaffe di Orietta Berti, anche lei in gara, che ha dichiarato: “mi piacerebbe cantare con i Naziskin”, quindi non posso non chiedervi se l’avete sentita e cosa vi ha detto!

Maneskin: Ciao a tutti, è un piacere essere con voi! Sì, abbiamo visto Orietta dietro le quinte e si è scusata, era dispiaciuta, l’abbiamo tranquillizzata, è troppo carina!

S: Arriviamo al festival di Sanremo, voi che siete stati una rivelazione di X factor del 2017, qual è la differenza tra quel palco e questo dell’Ariston?

M: Lì c’era molto di più la competizione, eravamo tutti artisti emergenti e c’era più da spintonare. Qui invece, tutti abbiamo dischi e tour alle spalle, c’è più una leggerezza e più voglia di dedicarsi solo alle performances.

S: Zitti e buoni, anima rock di questo festival, una canzone che esprime tutta la rabbia della vostra generazione. Ma a chi la state mandando a dire?

M: A tutti e nessuno, più che verso qualcuno è una dichiarazione, in questi anni abbiamo fatto un lavoro su noi stessi, sulla nostra identità e sul sound. Vogliamo dire che siamo qui. Sappiamo qual è la nostra strada e nessuno può farci cambiare idea.

S: “Sono fuori di testa ma diverso da loro” ci ha fatto venire in mente lo “je so pazzo” di Pino Daniele. Una consapevolezza della follia che è dentro di noi che ci spinge a fare le cose. Siete un po’ i Pino Daniele del 2021

M: Ma magari! che bel complimento, “Je so pazzo” è la nostra canzone di Pino Daniele preferita.

S: I vostri messaggi arrivano tramite le parole ma anche attraverso il look. Ispirazioni dandy alla Oscar Wilde ma non solo. Pensando al corsetto che avete usato nella performance delle serate delle cover, c’è una contrapposizione tra la costrizione del corsetto e dall’altra parte la vostra musica che è un’esplosione id libertà

M: Sì è una cosa concettuale. Da una parte abbiamo preso un elemento solitamente femminile come il corsetto e abbiamo voluto sfatare questo mito. Abbiamo deciso di farlo indossare anche dagli uomini. Non ha senso avere distinzioni di genere nel vestiario così come in ogni altra cosa. Dall’altra parte ci piaceva l’idea di questa contrapposizione tra una cosa che costringe e limita e una performance libera.

S: Un altro messaggio che avete lanciato è legato ai fiori che solitamente vengono consegnati alle donne al termine dell’esibizione. Non più soltanto alle donne, ma anche agli uomini. Abbattiamo il limite dei generi anche da questo punto di vista?

M: Assolutamente, il fatto di dare fiori solo alle donne è un bel gesto ma ci sembrava un po’ sessista e noi siamo contro idee maschiliste e sessiste. Volevamo dire che anche ai maschi piacciono i fiori. Fiori per tutti!

S: Chiudiamo la nostra chiacchierata componendo un bel bouquet con i vostri fiori preferiti

M: La calla! La margherita! Le rose! Il tulipano!

S: In bocca al lupo

 

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