Sanremo 2021, lo Stato Sociale: “Sarà dura in un teatro vuoto ma c’è bisogno di un po’ di gioia”

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Era il 2018 quando cantavamo e ballavamo Una vita in vacanza, il successo con cui Lo stato sociale vinse il Festival di Sanremo proprio quell’anno.
In questo 2021 il gruppo torna all’Ariston con Combat pop. Ne Abbiamo parlato a Radio Kiss Kiss Italia con Albi in rappresentanza del gruppo

Mariasilvia: buonasera

Albi: buonasera! Sono un frontman passeggero, noi ci scambiamo sempre i ruoli. Ci divertiamo così a fare un po’ di confusione.

M: sei un frontman che gira perché voi avete lanciato quella che è una vera novità. Lo avete fatto dal 29 gennaio. Cosa è successo?

A: abbiamo deciso di pubblicare un disco a testa proprio per ribaltare il concetto di frontman o di leader che non ci sta molto simpatico proprio come concetto. E allora tutti e cinque abbiamo deciso di pubblicare un disco e lo abbiamo fatto ad una settimana di distanza l’uno dall’altro fino ad arrivare al Festiva di Sanremo con l’ultimo che è stato il mio ed è uscito venerdì insieme alla canzone che presenteremo al Festival domani sera

M: questo è stato il decennio dello scioglimento di ben 827 band a livello nazionale e internazionale. E’ un modo il vostro per evitare che questo accada o semplicemente è un modo per far capire che ci sono individualità nel gruppo?

A: il fatto è che le band si possono anche sciogliere stando unite. Noi ci siamo scomposti momentaneamente per fare questo racconto. L’affetto e la fratellanza che ci legano sono più forti di qualsiasi altra logica e quindi abbiamo detto “lo facciamo restando uniti”, ci dividiamo ma sempre sotto il nome Lo stato sociale e sempre portando avanti la nostra idea di collettività perché è più importante restare assieme che voler promuovere per forza un individualismo che non è una cosa che a noi piace tanto. Abbiamo, quindi, provato con questo esperimento un po’ folle, poco commerciale e non molto in linea con il mercato discografico odierno però lo volevamo fare e lo potevamo fare e quindi lo abbiamo fatto

M: ma in linea con voi stessi. Con quale spirito ritornate a Sanremo?

A: lo spirito è sempre lo stesso, quest’anno ci sarà un po’ di responsabilità in più nel portare un po’ di gioia perché ce n’è bisogno, come di messaggi postivi e spensieratezza. In un teatro vuoto sarà un po’ più difficile ma sappiamo che a casa ci saranno molte persone che guardano per cui è importante riuscire a trasmettere un po’ di felicità anche solo per qualche minuto. lo viviamo con questa responsabilità ma con lo stesso intento di portare dei contenuti dentro qualcosa di divertente, di pop e il titolo del pezzo è proprio il riassunto di questo concetto

M: Combat pop, di cosa parla il vostro pezzo?

A: la musica è un po’ rock ‘n roll pop, rock poi ispirato al punk anni ’70, insomma un po’ ispirato a tutta la storia del rock ‘n roll. Vuole essere un tentativo di mettere in luce le contraddizioni che viviamo nel mondo, in un mondo che cerca di vendersi un po’ tutto. Abbiamo giocato con questa contraddizione anche nel titolo, magari siamo in un posto ma ci sentiamo un po’ fuori posto non capire quanto bisogna mettere se stessi e quanto sottomettersi al contesto, al sistema. E’ tutto un chiedersi che senso ha vivere in questo modo e la risposta è che comunque si può fare, basta conoscersi meglio ed è possibile.

M: dal punto i vista degli ascolti , vi aspettate lo stesso risultato di Una vita in vacanza?

A: non credo che quel tipo di esperienza sia ripetibile come i numeri, coincidenze fortunate e una serie di prime volte per noi che non erano assolutamente aspettate. Questa volta abbiamo lavorato più in larghezza anziché in altezza, abbiamo cercato di allargare il nostro racconto arrivandoci con questo progetto ambizioso dei cinque dischi. Vogliamo raccontare qualcosa di più ampio, magari sarà un po’ meno penetrante nell’immaginario popolare. L’obiettivo è quello di divertirsi e far divertire. Domani sera lo presenteremo a Sanremo, poi uscirà il disco completo. Si intitola Attentato alla musica per sottolineare l’operazione

M: a proposito di attentato alla musica, la musica che ruolo sociale ha in quest’epoca

A: può avere un ruolo sociale, non è necessario che ce l’abbia però a noi piace pensare che con la nostra possiamo riuscirci. Almeno uno ci prova. Per noi la musica ha avuto sempre un’importanza e il significato aggregante, qualcosa che crea socialità. So che in questo momento può farlo solo attraverso lo schermo e non è la stessa cosa quindi col nostro pezzo lavoreremo molto d’immaginazione per fare in modo che la musica continui ad essere aggregazione socialità

M: a questo punto in bocca al lupo

A: viva il lupo

 

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